Religioni e Sette

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Trovo davvero fantastica l’idea di raccogliere delle testimonianze sulle esperienze negative in merito alle “religioni” e alle Sette (come ho già raccontato in “Scientology – gentili solo se paghi”) perché è importante evidenziare e far emergere con sempre più chiarezza le profonde e psicotiche contraddizioni che vi sono in chi finge di voler mandare al mondo un bonario messaggio di pace ed amore quando però poi all’atto pratico si macchia di gesti discutibili, disgustosi e terrificanti. Volevo iniziare innanzitutto raccontando le esperienze vissute dalle persone a me vicine che poi mi hanno confidato, per poi concentrarmi successivamente nello scrivere gli episodi vissuti da me in prima persona.
Una mia amica di Pomezia (vicino Roma) di origine bielorussa mi ha confidato che, in una riunione di famigli, un suo zio prete (familiare da parte del padre di origine italiane) le avesse detto (in un momento in si trovavano da soli in soggiorno, quando lei aveva solo 12 anni) che esteticamente la trovasse davvero molto gradevole e che da grande avrebbe fatto sicuramente impazzire tutti gli uomini del mondo (facendo con la mano un gesto che alludesse ad un rapporto sessuale); quando poi lui le chiese di avvicinarsi lasciò immediatamente la stanza spaventata. Quando mi raccontò questo episodio emerse in lei in modo molto nitido quanto fosse rimasta traumatizzata non solo dalla cosa in sé ma anche dal fatto che non venne creduta quando la raccontò alla madre (che addirittura l’ammonì per quanto detto e le disse che “sicuramente” avesse frainteso le parole del prete); ciò l’ha portata successivamente a non raccontare più a nessuno quell’episodio per timore di essere addirittura giudicata negativamente.

Mio fratello maggiore racconta invece, tutte le volte che si parla di infanzia, della suora (siccome aveva frequentato la scuola dell’infanzia “Suore degli Angeli” nel mio paese) che lo costringeva ogni giorno (anche con la forza) a mangiare lo stesso identico pasto e di come (quando lui si rifiutava nonostante gli incitamenti aggressivi) venisse severamente punito con delle dolorose bacchettate sulle mani per poi essere lasciato per ore dietro la lavagna in castigo. Oggi non ricorda molti degli avvenimenti accaduti (a parte questo del cibo) ma ricorda perfettamente di aver vissuto come un trauma ogni giorno di scuola perché si era venuto a creare un clima estremamente oppressivo ed aggressivo verso ogni bambino (che temevano queste punizioni).

Parlando dei casi che ho vissuto in prima persona penso sicuramente a quando il prete del mio paesino si propose (senza che nessuno gli avesse chiesto niente) di fare un prestito alla mia famiglia (per affrontare un trasloco, e lui era consapevole che eravamo in un momento di gravi difficoltà economiche) proponendo però tassi d’interesse non banali; in quel momento capii che fosse un usuraio perché propose di prestarci qualcosa sui 3000 euro per averne poi indietro 3500 non ricordo quanto tempo dopo (sulle forti perplessità dei miei genitori lui rispose quasi infastidito che “gli altri a cui li ho prestati non si sono mai lamentati del mio guadagno visto il favore che faccio” e capii che non era nuovo a prestare denaro alla gente). Io potevo avere sui dodici/tredici anni all’epoca ma ricordo molto bene la frase di mio padre quando considerò “a ‘sto punto meglio un usuraio vero perché il prete poi ci mette contro tutto il paese se non restituiamo tutto quando vuole lui” facendo riferimento ad altre occasioni dove evidentemente (non vedendosi restituire i soldi dalle famiglie nelle tempistiche pattuite) gli avesse fatto terra bruciata intorno vista la grande influenza che da sempre esercita (per trovare lavoro molte persone, emblematicamente, parlano con lui piuttosto che con i datori di lavoro).

 

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Il suddetto prete (tra l’altro mio professore di Religione alle scuole medie che ci puniva “allegramente” con pesanti schiaffoni qualora disubbidissimo alle sue direttive) l’ho rivisto nel 2016 appartarsi con la sua auto in un luogo di campagna (dove io in quel momento mi trovavo per fare footing) con a bordo una prostituta molto nota nel paese stesso. Ci fu un tragicomico incrocio di sguardi tra di noi che ricordo come fosse ieri visto quanto fosse surreale la scena. Non mi aveva particolarmente stupito la scoperta, percepivo che nascondesse chissà quanti segreti (e chissà quanti ne nasconde ancora), però ammetto mi avesse particolarmente scosso appurare che in realtà la sua passione per il gentil sesso ed i piaceri carnali fosse una cosa assai nota in tutto il paese (dove gode di stima illimitata ed incomprensibile: quando nel 2021 ha rischiato di morire a causa di un infarto hanno organizzato 300 fiaccolate in un mese). Infatti nel chiedere informazioni in giro su di lui si scopriva piuttosto facilmente (con tutti che ribadivano le medesime cose) che avesse una compagna fissa in paese, una compagna in Sicilia (dove possiede diverse abitazioni, evidentemente l’usura è un business redditizio) e che dulcis in fundo avesse addirittura l’amante (la donna delle pulizie della chiesa) oltre che ad andare a prostitute come avevo personalmente visto.

L’ultimo episodio riguarda un testimone di Geova da cui nel 2017 mi lasciai avvicinare per strada: stavo molto male fisicamente e psicologicamente in quel periodo, mi sentivo costantemente spaesato e stordito nella mia vita; così quando questo ragazzo sui 30-40 anni mi parlò della sua fede lo ascoltai (molto colpito dal suo linguaggio e sedotto dalla sua promessa che mi sarei sentito meglio) e gli lasciai ingenuamente il mio recapito telefonico ed il mio indirizzo. Mi scrisse quindi innumerevoli messaggi su WhatsApp ma non gli risposi mai perché, riflettendoci, mi resi conto di essere stato leggero e sciocco nel rilasciare dei recapiti così importanti a quello che era a tutti gli effetti un totale estraneo: mi proponeva continuamente ed assiduamente incontri, ritiri, sedute, di accadere al loro sito internet, ecc. Mi diceva che volesse salvarmi dall’imminente fine del mondo che iniziava a ripercuotersi nel mio corpo e nella mia anima. Qualche volte venne anche a casa, mi metteva sempre più in ansia perché mi sentivo (seppur non usò mai toni minacciosi o aggressivi) rincorso in un modo ossessivo e la cosa mi spaventò moltissimo; alla fine, quando gli dissi che non ero pronto e che avevo bisogno di tempo, non venne più personalmente a bussare al mio citofono. Continuò comunque a scrivermi (a volte anche con altri numeri che non potevo ricondurre a lui) finché non mi vidi costretto a cambiare numero di telefono per far cessare questo insistente contatto. Sino ad allora, continuava ad insistere per convertirmi alla sua religione tentando di farmi credere che fossi io a guadagnarci, che lui mi stesse facendo un favore salvando “la mia anima”.

 

Vittorio10

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