Mi sono sbattezzato dalla chiesa cattolica

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In questo articolo vorrei raccontare delle esperienze negative vissute da me e da alcune persone a me vicine con la religione cattolica e, in particolare, con alcuni membri che rappresentavano ad allora questa istituzione.

La prima esperienza che vorrei raccontare risale a molti anni fa, quando ero ancora un bambino e andavo all’asilo. Non ricordo perfettamente tutto quello che è accaduto, essendo molto piccolo ad allora.

Ho tuttavia dei brevi ricordi molto vividi che elencherò di seguito per far capire quanto possano far schifo molte delle persone che appartengono alla chiesa.

Da bambino andavo in un asilo di suore, comodo perché facevano un orario che tornava bene con gli orari di lavoro dei miei genitori. Tuttavia non stavo bene lì e ciò che fece accendere qualche sospetto in mia madre era il fatto che quando mi accompagnava all’asilo ogni mattina piangevo a dirotto, ero terrorizzato dal dover rientrare in quell’edificio, ogni disgustosa mattina. Scendevamo dall’auto e io la pregavo di farmi rimanere con lei, inizialmente lei pensava che fosse il pianto di un bambino che voleva semplicemente rimanere con la mamma, ma quando la storia si ripeteva ogni mattina allora capì che era arrivato il momento di cambiare asilo.

In quel luogo le violenze subite erano tante, per motivi completamente stupidi, eppure sembrava che quelle suoracce godessero nel maltrattare i bambini, potessi incontrarle nuovamente oggi! Una cosa che ricordo molto bene e che facevano molto spesso era tirare per i capelli i bambini oltre a dare anche botte e strattonarli. La violenza era all’ordine del giorno. Ricordo quanto stessi male lì dentro e mi chiedo, come si fa a maltrattare dei bambini così piccoli? Io a ripensarci adesso non capisco come si possa farlo e ciò che ho visto per mia esperienza personale è che le suore (perlomeno quelle con cui ho avuto a che fare io) erano estremamente manesche e violente. Non mancavano mai neanche le “bacchettate sulle mani”, che era ciò che avevo raccontato per l’appunto ai miei genitori. Ma chissà quanto un bambino non racconti di quello che subisce! E infatti penso di non aver detto molte cose rispetto a quelle che io gli altri bambini subivamo. Le chiamavano suore nere per via della tunica nera che indossavano ma erano nere dentro, marce. Racconto tutto ciò per poter far conoscere ai futuri lettori la mia esperienza e da essa, evitare che altri bambini subiscano violenze da parte di maestre, suore, preti, catechiste e chi più ne ha più ne metta. Non ce li mettete i bambini là dentro! E se vi accorgete che vostro figlio non ci va volentieri non mandatelo più lì! (Indipendentemente che si tratti di un posto religioso o meno) se non ci vuole andare per nessun motivo perché volete mandarcelo a forza?

Un’altra esperienza che vorrei raccontare è capitata a mia zia, ai tempi molto cattolica e frequentatrice della chiesa. Più volte il parroco della chiesa da cui andava a confessarsi gli fece delle proposte sessuali. Proposte come “vuoi venire di là con me a divertirci?” senza il minimo ritegno nei confronti di una donna sposata e con figli. Si fermò lì? No ovviamente, una volta provo anche a baciarla e a spingersi oltre e lei ovviamente non ci tornò mai più. E questi preti sarebbero vicini a Dio? Fatemi capire. È a causa di questi soggetti se poi le persone si allontanano da Dio, non sapendo che Dio non ha nulla a che vedere con questi viscidi individui.

Un’altra esperienza che volevo raccontarvi riguarda il periodo della comunione. In quel periodo dovevo decidere la chiesa dove ricevere la comunione ed io, avendo fatto il catechismo per anni nella parrocchia vicino alla mia scuola elementare insieme ai miei amici e compagni di classe decisi per ovvi motivi di farla lì, che non era la chiesa del mio paese. Un giorno venne a casa mia il prete del mio paese, con aria sospettosa a chiedere dove avrei fatto la comunione e in tutta tranquillità mia madre rispose che l’avrei fatta dove andavo a catechismo.

 

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Il prete con rabbia rispose che la comunione andava fatta nel paese di appartenenza e che se non l’avessi fatta lì non sarebbe più venuto a benedire la casa. Che tragedia! Ovviamente senza indugio mia madre rispose che non ci sarebbe stato problema e che poteva anche tornarsene in chiesa. Lui non tornò più negli anni a seguire a benedire la casa per farci un dispetto, ma sapesse quanto poteva fregarcene della sua “benedizione”! Quell’acqua sporca se la poteva anche tenere in chiesa. Anni dopo mio padre poiché mio cugino gli aveva chiesto se voleva essere il padrino di suo figlio, chiese a quel prete se avrebbe potuto cresimarlo essendo lui non cresimato ed essendo requisito indispensabile per poter essere padrino. Il prete rispose di no, risentito sempre del fatto che non avevo fatto la comunione nella sua parrocchia. Quale bontà che aveva dentro di sé quel parroco! Ma soprattutto non portava neanche rancore! Che ridicolezza.

Ad oggi io mi sono sbattezzato, procedendo con i documenti ufficiali: non voglio più appartenere alla chiesa cattolica. Sono cosciente dell’esistenza di Dio, un Dio buono e giusto, un Dio che non può essere comprato o venduto. Non c’è bisogno né di una chiesa e tantomeno di un prete per avvicinarsi a lui e conoscerlo. Ciò che serve davvero è la volontà di avvicinarsi a lui e la sua ricerca costante e io grazie alla scrittrice Angel Jeanne l’ho conosciuto davvero.

 

Gianlu

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