Le eccessive ricchezze della Chiesa

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La mia esperienza con la Chiesa

I miei genitori sono sempre stati molto religiosi e mi hanno cresciuta con la classica educazione cattolica, quindi messa ogni domenica, catechismo, battesimo, confessione, comunione, cresima, ecc. I miei non sono mai stati molto rigidi nei miei confronti, ma ci tenevano più che altro che andassi a messa la domenica. Dico così, perché i genitori di alcune mie amiche le costringevano pure a dire il rosario tutte le sere e a partecipare ad un sacco di messe e funzioni straordinarie, tipo via crucis, triduo pasquale, novene dell’avvento, ecc… questo per fortuna i miei genitori da me non lo hanno mai preteso.

Non mi è mai piaciuto frequentare la Chiesa, innanzitutto perché quasi ogni domenica durante la messa mi sentivo male fisicamente, mi girava spesso la testa e mi sentivo svenire o mi saliva una nausea fortissima. Tante volte mi dovevo sedere, anche per terra se la chiesa era piena, perché dal nulla mi venivano dei veri e propri mancamenti. Guarda caso poi quando uscivo dalla chiesa passava tutto. Sarà stato un caso?! Io non credo con tutta l’oscurità che vi regna all’interno! Per me andare a messa è sempre stata una vera e propria tortura e quando lo facevo presente ai miei famigliari mi rispondevano che le mie erano tutte scuse. Così, quando fui un po’ più grande, iniziai ad ingegnarmi per aggirarli: se loro decidevano di andare a messa alla mattina io facevo in modo di andarci alla sera e viceversa, ma in realtà non mettevo assolutamente piede in chiesa, andavo a farmi un giro oppure mi mettevo da qualche parte a leggere o a studiare. In fin dei conti ero io quella che stava male, mica loro e se non mi credevano che ci potevo fare?! Piuttosto di litigare ogni volta, preferivo mentire!

Un altro motivo per cui non mi piaceva la Chiesa, erano i suoi “insegnamenti”. Già da bambina iniziavo a pormi tante domande esistenziali su Dio, sull’Anima e la Reincarnazione e mi capitava spesso di chiedere spiegazione ai miei genitori, ai catechisti, al prete, ecc. infondo quello era l’unico modo che mi era stato insegnato per approcciarmi a Dio e alla verità, ma nessuno riusciva mai a darmi risposte che mi soddisfacessero, anzi il più delle volte erano risposte illogiche della serie “perché è così e basta”. Ad esempio, una volta ebbi un ricordo di vita passata e provai a parlarne con gente di chiesa, ma mi fu risposto che la reincarnazione per gli esseri umani non esiste e che le vite passate sono solo un’invenzione del Diavolo. Qualcuno mi disse pure che avrei dovuto pregare tanto perché quel tipo di esperienze capitano solo alle anime dannate. Se ci penso, ora mi viene da ridere! Per fortuna non ho mai voluto credere a queste falsità, ho sempre cercato la mia verità usando il sesto senso e la logica, finché non ho trovato Angel Jeanne che ha unito ed integrato i pezzi del puzzle offrendomi sempre l’unica verità completa e possibile, quella che non può mai essere confutata perché è talmente perfetta ed universale che è impossibile da smentire; e di questo le sarò sempre immensamente grata!

Un ulteriore aspetto della Chiesa che non ho mai condiviso e sul quale mi sono spesso interrogata sono i riti che vengono compiuti durante la messa. Ad esempio, ho sempre trovato sbagliato quello che viene definito come rito della Consacrazione, ovvero quando il prete mangia il “corpo” e beve il “sangue” di Cristo, e poi il rito della Comunione dove tutti si mettono in fila per ricevere il “corpo” di Cristo. Li trovavo riti insensati e quasi sempre mi rifiutavo di prendervi parte.

 

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Quando posi i miei dubbi al prete, mi fu risposto che quello fosse l’unico modo perché Dio e Gesù entrassero in noi. Che assurdità! Molti anni dopo leggendo i volumi “Apatìa” di Angel, trovai conferma di quanto oscuri fossero tali riti e fui felice di apprendere che il mio modo di ragionare stava andando nel verso giusto.

Anche negli anni delle scuole superiori ebbi a che fare con la Chiesa, infatti ai tempi frequentavo un liceo, nel quale il dirigente scolastico era un prete, e ricordo che tutti, sia i professori che gli alunni, si lamentavano del rigore e della disciplina che quell’uomo esigeva. Infatti lui tutte le mattine si posizionava nell’atrio della scuola ad osservare e salutare tutti quelli che entravano e se c’era qualcosa che non gli andava bene, prendeva provvedimenti. Ad esempio più di una volta alcuni miei compagni di classe ricevettero dei richiami perché indossavano le tipiche canottierine estive o i pantaloni corti fino al ginocchio, che secondo lui non erano consoni all’ambiente scolastico, mentre le ragazze in minigonna potevano entrare a scuola senza problemi. Furbo no?! Quando si accorgeva che gli studenti portavano piercing sul viso li obbligava a toglierli all’istante e si infuriava quando vedeva le coppiette che si davano la mano, se poi si baciavano si salvi chi può! Ogni volta che volevamo presentare giustificazioni per le assenze e permessi di uscita dovevamo stare sempre molto attenti a ciò che scrivevamo sul libretto personale, perché non importava che ci fosse la firma dei genitori, se per lui la motivazione non era valida non accordava alcun tipo di permesso. Ad esempio, la classica dicitura Motivi famigliari o personali o di salute non andava mai bene, lui esigeva sempre spiegazioni dettagliate, peccato che si trattasse di violazione della privacy! Alla fine dell’anno scolastico era lui stesso a consegnare le pagelle ad ogni alunno in un colloquio privato con i genitori. Io mi ci recavo sempre con mio padre, ed ogni anno ci mettevamo a ridere per le stupidaggini che riusciva a criticare sulla mia pagella. Premetto che io a scuola sono sempre andata bene, mi piaceva studiare e i miei voti erano sempre buoni, ma di religione viaggiavo sul 7-8 e questo a lui non andava mai bene e mi diceva che mi sarei dovuta impegnare di più in quella materia. Ma fammi ridere, non era neppure obbligatoria! Inoltre era fissatissimo sulle assenze e ti presentava il resoconto di quanti giorni di assenza avevi fatto durante l’anno scolastico chiedendone la motivazione. Di solito mi capitava di assentarmi pochissimo e sempre per motivi di salute (perché a scuola ci andavo volentieri) e questo personaggio ancora aveva il coraggio di lamentarsi perché secondo lui erano sempre troppi i miei giorni di assenza! Tra l’altro organizzava sempre una cerimonia, di domenica e con messa annessa, nella quale premiava gli studenti meritevoli e coloro che non avevano fatto assenze durante l’anno. Anche con gli insegnanti era molto rigido e non concedeva mai permessi, ad esempio ricordo che la mia insegnante di inglese in dolce attesa non poteva nemmeno recarsi a fare le visite di controllo.

Dall’età di circa 16-17 anni iniziai a prestare servizio come animatrice nella pastorale giovanile della parrocchia del mio paese, in realtà non era un ruolo che richiedeva di diffondere insegnamenti religiosi, ma solo di intrattenere con giochi e altre attività ludico-ricreative i bambini e gli adolescenti nel doposcuola e nei periodi di vacanza. Nonostante fosse un servizio offerto dalla Chiesa, non c’erano quasi mai figure ecclesiastiche che supervisionassero, era tutto gestito da giovani della mia età o più grandi, quindi tutto sommato era un compito che svolgevo volentieri perché mi piaceva molto stare con i bambini.

 

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Ma d’altra parte alla Chiesa servono pure attività divertenti di questo tipo gestite da gente normale per accalappiare piccoli fedeli a sé…

Ovviamente tutto il lavoro che svolgevo era a titolo gratuito, sì perché la Chiesa è molto brava a chiedere aiuti ed offerte ma non regala un centesimo a nessuno, anzi pretende sempre che tutti lavorino gratuitamente al suo servizio! Anche in quelle occasioni sperimentai dei volti della Chiesa che non mi piacquero, ma ne parlerò in seguito trattando le esperienze singolarmente.

Le ultime volte in cui frequentai la Chiesa fu nel periodo del mio matrimonio. Da qualche anno ormai avevo già preso le distanze dalla religione, ma tutti in famiglia ci tenevano che mio marito ed io ci sposassimo in chiesa e così, ancora ignari della gravità della situazione, scegliemmo molto ingenuamente di accontentarli. Tra l’altro il prete che celebrò il nostro matrimonio, qualche mese dopo venne pure scomunicato dal Vescovo a causa di alcuni incontri a luci rosse avvenuti nell’oratorio oratorio con alcune “pie” donne.

Ad ogni modo quando conobbi ACD e gli insegnamenti di Angel, il mio distacco dalla Chiesa fu definitivo e non poteva essere altrimenti. Più apprendevo informazioni, più cercavo di non mettere più piede in chiesa. Lei infatti è sempre stata la sola e unica che mi abbia mai offerto la Vera Conoscenza e la verità a tutte le risposte che cercavo da una vita intera. Lei conosce la vita di Gesù e di tantissime altre potentissime Divinità che nei millenni hanno salvato il mondo e ne porta avanti i Veri insegnamenti, Lei sì che conosce la Chiave dell’Evoluzione Spirituale e della Comunicazione con Dio, Lei è la più Potente Maestra Universale che potessimo mai incontrare in questa vita e l’Unica dalla quale possiamo apprendere tutto ciò che serve al nostro Essere per evolversi e salvarsi. I suoi Grandissimi insegnamenti spirituali e psichici non sono minimamente paragonabili alle assurde schifose menzogne che racconta la Chiesa! Da quando sono nata, ho sempre sentito pronunciare il nome di Gesù e Lui è stato per molti anni il mio punto di riferimento, ma solo grazie ad Angel ho potuto comprendere chi fosse realmente questa Grandiosa Divinità e quanto fosse Forte e Potente, il più Grande Maestro Spirituale e Psichico di tutti i tempi! La Chiesa, dominata dall’Oscurità, per secoli ha usato il suo nome allo scopo di diffondere falsi insegnamenti e solo ora grazie ad Angel la verità su di Lui sta venendo a galla ed esplodendo come una bomba facendo tremare l’Oscurità. Di questo sono proprio felice, il nome di Gesù merita tanta Giustizia!

Negli ultimi anni, con l’arrivo della pandemenza, fortunatamente anche i miei genitori iniziarono ad aprire gli occhi davanti all’evidente oscurità e falsità della Chiesa e gradualmente si staccarono pure loro. Mai avrei creduto che due persone devote come loro riuscissero a compiere un simile passo all’età di 70 anni. Sicuramente non si sono staccati ancora del tutto a livello mentale, in quanto credo sia davvero difficile smaltire in poco tempo 70 anni di credenze e falsi insegnamenti, ma hanno sicuramente imboccato la giusta strada e spero che riescano a liberarsi sempre di più di questo peso che si portano dietro da tantissimi anni.

 

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Il prete pazzo esaltato…

All’età di circa 17-18 anni mi fu chiesto, per conto della parrocchia del mio paese, di accompagnare un gruppo di adolescenti ad un campeggio estivo di una settimana. Avevo già avuto esperienza di animazione con i bambini e i ragazzi e mi piaceva molto stare a contatto con loro quindi accettai, nonostante (ovviamente) non mi pagassero. Sì, perché ricordiamoci bene che la Chiesa è sempre molto brava a chiedere soldi e aiuti, ma non a pagare per i servizi richiesti. Chi lavora per la Chiesa lo deve fare sempre a proprie spese e a titolo gratuito, come volontariato! Questo è davvero vergognoso se pensiamo che la Chiesa possiede una quantità di ricchezze in grado di sfamare il mondo intero. Ad ogni modo in quel periodo andavo ancora a scuola, quindi non ci badavo molto, ciò che mi importava era fare un’esperienza lavorativa.

In quell’occasione avrei dovuto collaborare con un team di animatori, tutti più grandi di me, e con un cappellano sulla trentina che aveva il compito di coordinare tutta l’attività. Già dalle prime volte che lo conobbi, quel prete non mi fece assolutamente una buona impressione. Sembrava un esaltato fuori controllo, come se fosse drogato di qualche sostanza che lo rendeva costantemente euforico. Infatti aveva sempre un sorriso da ebete stampato in faccia e gli occhi spalancati, dava enfasi ad ogni frase che pronunciava come se stesse recitando e nei discorsi che faceva inseriva sempre degli slogan a caso, del tipo:”Alleluia!” oppure “Evviva Gesù!” oppure “Lodiamo Dio!”

Tre delle animatrici con cui collaboravo lo adoravano tantissimo, lo acclamavano, lo sostenevano nei discorsi che faceva contribuendo a renderlo ancora più esaltato. In quei casi io mi sentivo sempre molto a disagio perché trovavo il tutto troppo esagerato, non riuscivo ad integrarmi perché consideravo quel prete a dir poco inquietante, un drogato euforico, e non capivo cosa c’entrasse con i ragazzi, dato che di solito nella parrocchia del mio paese i preti non si occupavano mai di organizzare questo tipo di attività. Poco prima del campeggio però queste animatrici, che tanto lo adoravano, si ritirarono e al loro posto subentrarono degli animatori della mia età, gente che fortunatamente aveva opinioni molto simili alle mie sul conto di quel prete e con i quali mi trovai subito a mio agio. Quindi accadde che il “povero” cappellano si ritrovò da un giorno all’altro a coordinare un team che non lo stimava affatto e che molto spesso gli dava contro.

Già dall’arrivo nella casa del campeggio iniziò a rompere le scatole. C’erano due camerate enormi una per i maschi e una per le femmine, separate da una scala e una porta. Secondo lui la porta non era sufficiente e voleva che le ragazze dormissero al piano di sotto stipate in una stanzetta minuscola. Non era il primo campeggio che si svolgeva in quella casa e la spartizione tra maschi e femmine nelle camerate si era sempre fatta in quel modo senza nessun tipo di problema, ma lui aveva paura che ci fosse troppa promiscuità nonostante io ed altri due animatori dormissimo davanti alla porta. Fortunatamente, quando si rese conto di avere tutti gli animatori contro, si arrese ma con molta insolenza.

Durante il campeggio i ragazzini, che avevano dai 13 ai 16 anni, iniziarono subito a prenderlo in giro per i suoi modi esaltati e si dimostravano sempre svogliati davanti alle attività da lui proposte. Credeva, con il suo atteggiamento, di rendersi figo davanti ai giovani, ma fortunatamente quei ragazzini non erano degli stupidi! Lui ovviamente era sempre più irritato perché ormai aveva capito che non godeva proprio della stima di nessuno, ma cercava di mantenere sempre un profilo carismatico ed euforico. Inoltre molte ragazzine vennero a confessarmi quanto lo trovassero inquietante, e come potevo dar loro torto, più ci passavo il tempo assieme e più mi sembrava di avere a che fare con un caso psichiatrico da manicomio.

 

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Una sera i ragazzini chiesero di poter giocare a Dame e Cavalieri, un gioco a cui si partecipa a coppie miste, un maschio e una femmina assieme. Lui vietò categoricamente quel gioco perché secondo il suo parere era troppo promiscuo. Noi animatori accettammo la sua decisione ma con molto disappunto, dato che è un gioco che veramente si impara all’asilo. I ragazzini invece, abituati a giocarci, approfittarono di un momento libero e si autogestirono la partita senza chiedere il permesso a nessuno. Quando il prete lo scoprì andò su tutte le furie e sbroccò in una scenata da manicomio. Mentre insultava i ragazzini per aver trasgredito alle sue regole, si dimenava come un giullare e si mise perfino a baciare il pavimento. Dove era finita tutta la sua falsa ilarità?! In quel momento si mostrò per ciò che era davvero, un pazzo psicopatico! Se già prima lo evitavo, dopo quella scenata arrivai a schifarlo sempre di più. Mi venivano i brividi al pensiero che i genitori di quei ragazzini avessero affidato i loro figli a quel pazzo demente. Per fortuna il team di animatori era molto responsabile, affiatato e coeso, i ragazzini ci adoravano e il campeggio proseguì nel migliore dei modi, tutti si divertirono nonostante quell’episodio.

Alla fine del campeggio ci fu una riunione finale, nella quale a noi animatori veniva chiesto di tirare le somme sull’andamento di quella settimana. Tutti noi avevamo solo commenti positivi perché, nonostante il prete pazzo, riuscimmo davvero a mantenere sempre un bel clima sia nel team che tra i ragazzini. Lui invece aveva solo osservazioni e critiche senza senso, per di più in quell’occasione si fece pure spalleggiare da un altro ragazzo di chiesa che non aveva nemmeno partecipato al campeggio, per cui non avrebbe potuto nemmeno proferir parola, ma invece si permetteva di criticarci e di dirci che non c’era stata unione nel gruppo. Tant’è che con quest’ultimo ci fu pure un’accesa discussione perché non capivamo cosa avesse tanto da criticare il nostro operato se il campeggio era andato benissimo e i ragazzi erano andati via piangendo perché avrebbero voluto rimanere ancora. L’unico a sentirsi escluso dal team era evidentemente il prete che aveva usato questa figura esterna per criticarci. Fortunatamente qualche mese dopo quel pazzo cappellano fu trasferito, ma poveri coloro che ci avranno avuto a che fare. Per alcuni anni a seguire in estate mi capitò di ripetere questo tipo di esperienza, ma per fortuna di preti non si vide più nemmeno l’ombra!

 

Il prete esiliato…

Io vivo in un paesino di circa 800 abitanti, un paese troppo piccolo perché oggigiorno vi siano un prete e una vera e propria parrocchia. Eppure ormai da circa 7-8 anni nella canonica del paese vive un sacerdote, autoctono di qui, che nonostante non sia ancora in età pensionabile, non ha più alcuna responsabilità ecclesiastica. Sembra sia stato, in un certo senso, esiliato! Sono sincera, solo a vederlo mi sale lo schifo e l’ultima volta che lo incrociai mi partì un fischio fastidiosissimo all’orecchio sinistro. Sarà stato un caso? Non credo proprio! È veramente una persona avara, meschina, approfittatrice e viscida. Qualche volta in passato mi capitò di ascoltare alcune delle sue omelie e ogni volta o scoppiavo a ridere o mi saliva lo schifo, innanzitutto perché faceva discorsi da decerebrato mentale e da bigotto ai massimi livelli, e poi perché continuava a chiedere soldi alla gente. Ricordo che una domenica durante la Quaresima disse ai fedeli che i veri sacrifici graditi a Gesù sono le offerte per la chiesa. Quindi penso di aver reso l’idea su che razza di persona fosse! Ma la parte peggiore deve ancora venire…

 

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Già nel 2007 sui giornali uscì una notizia che lo riguardava nella quale veniva accusato di avere molte amanti. Lui smentì pubblicamente quell’accusa, ma il Vescovo preferì spostarlo ugualmente in un’altra parrocchia, d’altra parte si fa sempre così in questi casi. Nella nuova parrocchia doveva convivere e condividere l’incarico con un altro prete e anche qui riuscì a farsi notare. Infatti poco dopo iniziò a girare la voce che i due preti avessero una relazione omosessuale.  Fu allora che il Vescovo gli tolse ogni incarico e lo rispedì nel suo paese natale (dove vivo io) con la scusa che soffrisse di depressione. Qui gli fu assegnato l’incarico di aiutare i preti della zona con le messe e di occuparsi di portare conforto ai malati dell’ospedale. Poveri loro! Infatti si diceva che girasse per l’ospedale vestito completamente di bianco in modo da spacciarsi per un medico e non spaventare i pazienti. Ora, tutti sappiamo benissimo che razza di luoghi di morte siano diventati gli ospedali, per cui non oso immaginare quanta inquietudine possa aggiungere a tutto questo la sua figura che si aggira per i corridoi! Chi mai potrebbe cercare conforto in una persona tanto negativa?!

A questo proposito mi fu raccontato un episodio di abuso che sarebbe proprio da denuncia. Parto con la premessa che era risaputo che questo prete avesse una relazione omosessuale in corso con uomo che viveva lontano, che lui stesso definiva, senza nasconderlo, come il suo spasimante. Ora veniamo ai fatti. Qualche anno fa un amico dei miei genitori si trovava ricoverato in ospedale e il figlio (un ragazzo sulla trentina) andava spesso a fargli visita. Una volta questo ragazzo si trovò per puro caso in ascensore assieme al prete e accadde che il prete schifoso maiale si permise di allungare le mani su di lui. Il ragazzo fortunatamente si difese e lo rimise subito al suo posto, ma il fatto purtroppo non fu mai denunciato.

Quello che mi fa rabbrividire è pensare che persone del genere possano girare tranquillamente a piede libero, e per di più in luoghi dove la gente è particolarmente fragile e vulnerabile, come gli ospedali! Se ha allungato le mani con tanta facilità su quel giovane, chissà quante altre volte lo avrà fatto con altri, magari in gravi condizioni di salute e quindi non del tutto coscienti. Tra l’altro, mi viene da pensare che se questo essere schifoso si veste pure di bianco per farsi spacciare per medico, una ragione ci deve pur essere e non è sicuramente a fin di bene vista la natura del personaggio, ma queste sono solo mie supposizioni.

La Chiesa è veramente piena di esseri malvagi e pericolosi, in primis tra gli esponenti del clero, e ciò che mi fa rabbrividire è che persone del genere non siano mai passibili di denuncia per i gravi reati che compiono, tutto viene insabbiato e i preti delinquenti vengono semplicemente spostati in una nuova parrocchia dove possono continuare indisturbati a commettere reati e abusi sulle persone!

 

Le ricchezze della Chiesa…

Per chi conosce anche solo minimamente la Chiesa e il Vaticano si sarà subito reso conto di quanta ricchezza essa possegga. Personalmente ho sempre criticato la Chiesa per le sue ricchezze, con le quali potrebbe davvero sfamare il mondo intero e risolvere il problema della povertà. Inoltre mi saliva sempre una gran rabbia quando durante le messe i preti, con ogni minima scusa, invitavano i fedeli a fare offerte.

 

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A tal proposito, molti anni fa una cara amica di famiglia mi raccontò un fatto. Suo fratello era un uomo onesto e aveva tutte le buone intenzioni di diventare sacerdote. Poco prima di prendere i voti, un prete gli disse che se avesse avuto bisogno di denaro per qualsiasi cosa, gli sarebbe bastato chiedere offerte durante la messa domenicale con una banale scusa. Gli confessò infatti che in questo modo lui si era pure comprato l’auto nuova. Quest’uomo rimase schifato da tutta la falsità presente all’interno della Chiesa ed infine rinunciò a prendere voti. La Chiesa non è un luogo per gente onesta!

Una volta espressi il mio disappunto, riguardo a tutta l’avidità di denaro del clero, ad una ragazza che faceva la catechista. Lei mi rispose che le ricchezze della Chiesa sono beni storici, culturali e sono state accumulate in secoli di storia, non è colpa del clero se è ricco. Sì certo, ma i conti in banca? Tutti i beni immobili, case, hotel, appartamenti, ecc…? Tutti i preti vivono in edifici che appartengono alla Chiesa, non devono pagare affitti, tasse, spese di riscaldamento, bollette, ecc. Tutto lo stipendio che ricevono rimane a loro uso personale e ancora hanno il coraggio di chiedere denaro alla gente?! Dai, mi pare evidente che la questione non possa stare in piedi! Basta eseguire una semplice ricerca online per scoprire che la Chiesa guadagna ben 7 miliardi di euro all’anno, una cifra inimmaginabile!

Per alcuni anni mi capitò di prestare servizio come animatrice nella pastorale giovanile del mio paese, in realtà non era un ruolo che richiedeva di diffondere insegnamenti religiosi (altrimenti non avrei accettato), il mio compito era semplicemente di organizzare assieme ad un team di animatori una serie di attività e giochi per intrattenere i bambini o i giovani nel doposcuola e nei periodi di vacanza. Ovviamente non ricevevo alcun compenso per il lavoro che svolgevo, perché ricordiamoci che la Chiesa non paga mai nessuno per i servizi richiesti, tutto le è dovuto; però quando portavamo i bambini in campeggio o in gita avevamo tutte le trasferte e gli alloggi pagati, e in quel periodo ebbi l’occasione di visitare alcuni luoghi sparsi in giro per l’Italia appartenenti alla Chiesa e di farmi una piccolissimissima idea dell’ammontare dei beni ecclesiastici. Ogni volta che ci recavamo in un luogo diverso rimanevo stupita da ciò che vedevo. Una volta mi capitò di accompagnare un gruppo di adolescenti in una gita di tre giorni a Venezia. In quell’occasione alloggiammo presso un seminario, una struttura dove i preti possono frequentare l’università. A noi venne riservata una stanzetta in cui potevamo dormire sul pavimento nei nostri sacchi a pelo, niente di che, ma un giorno un prete che studiava lì ci permise di visitare l’intera struttura. Era immensa e dotata di ogni comfort, sembrava di essere in un antico castello sfarzoso dai soffitti altissimi e dalle decorazioni sontuose. Un’ala era tutta adibita agli alloggi degli studenti, tutti dotati di stanza con bagno privato, poi c’era tutta la zona delle aule universitarie, il campo da calcio, la biblioteca, le chiese, il giardino, ecc. il tutto con una splendida vista sulla laguna veneta. Quel posto sembrava a tutti gli effetti un hotel a cinque stelle! In quell’occasione mi permisi di chiedere al prete, che ci stava facendo il tuor della struttura, quanto pagasse per rimanere lì a studiare, dato che anche io frequentavo l’università e senza contare l’alloggio ogni anno mi ritrovavo a spendere una cifra non indifferente. Lui mi rispose che era tutto spesato e che la Chiesa gli finanziava gli studi, tra l’altro ogni studente riceveva pure uno stipendio mensile in quanto prete. Ne rimasi abbastanza sconvolta, la gente comune deve farsi il mazzo per potersi permettere gli studi all’Università, ma se ti fai prete tutto diventa magicamente gratis!  L’ultimo giorno di quel soggiorno ci venne offerto (in via eccezionale) il pranzo nel refettorio del seminario, servito come avviene ogni giorno secondo un’antica tradizione. La sala era bellissima, enorme, si vedeva che aveva un grande valore artistico. Lungo tutto il perimetro erano disposte delle panche di legno e dei tavoli ben distanziati. Ad ogni tavolo si potevano sedere solo due persone e tutti dovevano mangiare con il viso rivolto verso il centro della sala quindi con la schiena appoggiata ai muri. Non so di che razza di tradizione si trattasse e che senso avesse dato che, vista la disposizione, si poteva chiacchierare solamente con il commensale seduto al proprio stesso tavolo perché gli altri erano tutti molto distanti.

 

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Un bel modo per pranzare in gruppo e non fare conversazione! Al centro della sala c’erano due tavolate enormi, nelle quali venivano posizionate le pietanze, ed ognuno doveva alzarsi e servirsi a buffet. Finito di consumare il pasto venivano serviti i dolci e la frutta con lo stesso meccanismo. Sarò sincera, non ho mai visto tanto cibo e per di più di ottima qualità come su quelle tavole, si poteva mangiare davvero qualsiasi cosa tra primi di ogni genere, secondi di carne, pesce, verdure, ecc. Nemmeno nei buffet dei migliori ristoranti viene offerta tanta quantità e varietà di cibo, per non parlare dei dolci! Io ero sempre più incredula davanti a tutta quella ricchezza e abbondanza, e quella non era un’eccezione, anzi era solo una delle chissà quante strutture appartenenti alla Chiesa in cui il clero, quotidianamente come da normalità, viene trattato come in un hotel di lusso. Nella sala assieme a noi mangiarono pure i preti che studiavano nel seminario… guarda caso in quella sede erano quasi tutti giovani africani, che hanno iniziato a sgranare gli occhi e a ridere compiaciuti non appena hanno visto entrare nella sala tanta carne giovane! Dovevano avere proprio una grande vocazione per essere venuti a studiare in un posto simile dall’Africa!

In un’altra occasione accompagnai un gruppo di adolescenti in una gita di un weekend a Trento, anche in quel caso fummo ospitati nel seminario della città. La struttura era vastissima, grande quanto un ospedale, per rendere l’idea. Sui numerosissimi corridoi si affacciavano tantissime porte e il nostro alloggio si trovava dietro una di esse. Non appena varcata la soglia mai mi sarei aspettata di trovare un intero loft a nostra disposizione, composto di un’ampissima cucina dotata di ogni comfort, una tavola immensa, divani e divanetti, camere da letto per una ventina di persone, sala giochi, ecc… chissà quanti altri alloggi simili erano presenti in quell’enorme complesso di edifici, tutti vuoti e a disposizione dei preti!

Lo stesso valeva per le case vacanza che ci venivano aperte per i campeggi estivi, si trattava di strutture enormi situate in luoghi bellissimi, in montagna in mezzo alla natura, ma anche al mare con la spiaggia privata. Ogni struttura era sempre dotata di moltissimi posti letto, ampissima cucina e sala da pranzo, sala giochi, campi da calcio e pallavolo, ecc. Questi ultimi non erano sicuramente edifici di lusso, ma non mancava mai nulla!

Una volta invece al lavoro mi chiesero di frequentare un corso di aggiornamento di un weekend che si sarebbe tenuto in una struttura della Chiesa situata (se non ricordo male) in Val di Non, immersa tra le montagne e la natura. Essendo una struttura della Chiesa, mi sarei aspettata la solita casa campeggio, come quelle in cui portavo i ragazzini in estate, invece si trattava di un vero e proprio hotel, chiuso al pubblico e con un nome che sviava dalla vera funzione di quel luogo. A tutti i partecipanti venne assegnata una stanza con letto matrimoniale e servizi privati, i pasti molto gustosi venivano serviti in un’enorme sala con una vista bellissima sulle montagne. Anche questa struttura era dotata di ogni comfort, bar, sala relax, sala giochi, saloni per le riunioni, addirittura un’intera chiesa sotterranea, ecc… si trattava di un vero e proprio hotel chiuso al pubblico e ad uso della Chiesa.

Questo è ciò che ho potuto vedere con i miei occhi in rare occasioni, ma non oso immaginare quante strutture di lusso chiuse al pubblico possegga la Chiesa in Italia e in giro per il mondo a proprio uso esclusivo e personale, in cui preti, vescovi e cardinali possono compiere le loro vacanze di lusso e soddisfare tutti i loro vizi in totale riservatezza, o compiere i loro riti oscuri! Tutto ciò è un vero schifo se pensiamo che parte di questa ricchezza viene finanziata dalle nostre tasche tramite le tasse che lo Stato ci obbliga a pagare.

 

Sara

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