La verità dietro la chiesa

Pagina 1 di 4

Trauma della “prima confessione”.

Quando ho fatto la comunione a circa 10 anni, ho dovuto anche partecipare al classico catechismo ogni sabato ed essere obbligata ad andare a messa la domenica mattina. Il catechismo durò davvero tanto, dovevamo ricopiare continuamente versetti della Bibbia, e ci spiegavano, con molta pressione, quanto Gesù fosse un peccatore, ma soprattutto che anche noi lo siamo,e che invece la Madonna era pura, perfetta ed intoccabile. Se ci ripenso ora, soprattutto dopo gli insegnamenti appresi dal libro “Apatìa” mi vengono i brividi. Era anche strano che quando iniziai ad andare a messa, avevo anche voglia di fare cattive azioni di qualsiasi tipo. Poco prima della comunione ci hanno fatto fare “la prima confessione” in cui, uno alla volta, dovevamo andare da soli con il prete in un angolo e raccontare tutti “i nostri peccati”. Le catechiste e le suore ci hanno preparato molto a quel giorno, ci spiegavano che era impossibile non avere peccati, tutti ne abbiamo. Stiamo parlando di bambini di 10 anni ed è assurdo, cosa può fare di male un bambino? Ma questo non significa che anche gli adulti sono peccatori in automatico, mentre a noi accusano di esserlo anche se non facciamo nulla, la Chiesa nasconde un mare di pedofilia, prostituzione e criminalità di preti e suore. Tornando alla confessione, queste catechiste ci facevano sedere tutti insieme sulle panche, in silenzio, e dovevamo immaginare come una sedia pesantissima e in legno sopra le spalle. Dovevamo visualizzarla e sentirne il peso, quelli erano i peccati. E che una volta che avremmo parlato al prete, questa sedia sarebbe sparita e ci saremmo liberati. Più setta di così non si può, eppure veramente ci hanno tolto la capacità di comprenderlo. Quella sedia mi sembrava di sentirla davvero addosso, ma in realtà era anche tutta la pesantezza della situazione. Appena arrivati eravamo tanti bambini felici che, dopo quel momento, siamo diventanti tutti seri e tristi per “peccati” che non c’erano. Siamo anche tornati a casa molto cupi. Mi ricordo che ero impaurita perché non sapevo davvero cosa dire a quel prete, era imbarazzante. Arrivato il mio turno, vado nell’angolino e mi sento molto a disagio perché eravamo troppo vicini fisicamente,c’era spazio eppure il prete mi stava attaccato. Allora poi inizia a chiedermi come mi chiamo, ma anche domande sulla mia casa e sulla mia famiglia. Questo non avevano avvisato che sarebbe successo, però a quell’età non ci feci per niente caso. Poi mi dice :”bene, ora dimmi i tuoi peccati, stai tranquilla, rimarranno fra noi 3,io tu e Dio. Io sarò come un ponte e ti ripulirò” La mia risposta è stata “lo dico sinceramente, non ho peccati perché sono brava, al massimo a volte litigo con i miei genitori, può andare come peccato?” lui sorride e mi dice che posso andare. Guardando la me del passato di quel momento mi fa molta tenerezza, come puoi tu, uomo di 40 anni suonati, che guarda i bambini e li vorrebbe toccare, che beve, ha intrugli con i soldi guadagnati dalle messe, o che vive ancora con la mamma che gli lava le magliette, dire a una bambina di 10 anni “che peccati hai fatto?” Guardando quel prete ora mi fa tanto schifo, è proprio una brutta persona, anche antipatica, ma quello è l’ultimo dei problemi. Ringrazio davvero tanto i libri “Apatìa” per avermi aperto gli occhi rispetto a questa schifosissima setta! Ringrazio anche i miei genitori che a parte questo periodo “obbligatorio” a livello sociale, mi hanno tenuto molto lontana dalla Chiesa perché anche se credenti, se lo sentivano che qualcosa non andasse.

 

Pagina 2 di 4

Brutta esperienza al camposcuola cattolico

Dopo aver fatto la comunione, circa dopo un anno o due, ci hanno richiamati per invitarci ad un campo scuola cattolico. Consisteva in un viaggio organizzato dalla Chiesa, in cui andavamo in una baita in montagna con il prete, qualche catechista e suore. Eravamo un gruppetto di circa una ventina di ragazzini di circa 11-12 anni. Erano tutti piccoli bigotti che tutt’ora da ragazzi sono rimasti in questo modo, hanno quasi 30 anni e non dicono le parolacce altrimenti Dio si offende, ma tirano fuori tutta l’arroganza e la rabbia possibile verso chi non fa le cose come vogliono loro. Guardacaso sono stati proprio quelli più arroganti e che aggredivano chi non si è vaccinato o non rispettava gli obblighi della farsa-covid. Sia maschi che femmine tendono ad essere casti, gli hanno lavato il cervello fin da piccoli. Io ci sono andata perché il quel periodo ero molto legata ad un’amica bigotta, ricordo che i miei genitori, che non frequentano la Chiesa, mi chiesero se fosse il posto per me. Andai comunque, ma non mi trovavo molto bene perché ero considerata strana dato ero curiosa, perché mi piaceva parlare e imparare di tutto, farmi domande sull’esistenza, sull’Universo. Non dimenticherò mai che mi dissero che ero strana perchè guardavo un cartone animato su internet e non in tv, e che aveva temi riguardanti la magia. E allora li consideravo molto noiosi perché oltre della Chiesa e delle buone maniere questi ragazzini non parlavano di nient’altro, alcune volte sembravano dei vecchi. Tornando al campo scuola, è durato 3 giorni. Facevamo attività sportive insieme, c’erano momenti di svago, ma ripensandoci ora era un’occasione per manipolarci in ogni modo. Prima dei pasti dovevamo fare la preghiera, raccomandandoci di farla anche prima di dormire. Si parlava tutto il tempo di Chiesa, ma per nulla di Dio. Non dimenticherò mai cosa accadde con una suora. Era ora di merenda, eravamo tutti felici a ridere e giocare tra noi dato che eravamo “un po’ liberi” di fare quello che volevamo per un po’, senza essere comandati ogni due minuti. Eravamo tutti seduti in cerchio e ad un certo punto una suora ci ha detto che voleva raccontarci una storia. Inizia a raccontarci come è diventata suora, che è successo dopo un viaggio a Medjugorje. Era andata per vedere la Madonna dal vivo, dato che tutti tornando raccontavano di aver avuto grandi visioni. Ci disse che già dal viaggio di andata provava emozioni incredibili mai provate prima, forti e di tutti i tipi, gli sembrava come di essere “abbagliata” da una grande luce,secondo lei era la Madonna che la stava già scegliendo, si sentiva su un altro mondo. Come è arrivata l’ha vista, senza darci dettagli, mirava di più a piangere per finta, e poi ci ha detto che dopo quel viaggio ha deciso di farsi suora e dedicare la sua intera vita alla Madonna e Dio. Ci ha raccontato di avere avuto una vita molto sofferente, piena di povertà e violenze, ma che poi da lì tutto è cambiato. Come ha iniziato a raccontare questo piangeva ancor di più, e tutti i ragazzini, i più bigottoni per primi, iniziarono a piangere anche loro con gli occhi spalancati e attenti ad ogni singola parola che la suora diceva con la bocca semi-aperta. È come se avessero dimenticato il resto del mondo ed erano totalmente immersi in quel racconto. Io fui l’unica a non piangere, stavamo giocando felici e dopo c’era una cappa di trsistezza fortissima, quella suora era cattiva e ignorante e poi nemmeno credevo a quello che diceva. Mi sentivo anche un po’ in imbarazzo per tutta quella situazione. Qui arriva la parte inquietante. Tutti si accorsero che io non piangevo, anche quella suora che raccontava come se per lei fosse un’offesa che non piangessi, e questo contribuì ad aumentare in loro l’idea che io fossi strana. Sia le suore, catechiste e ragazzini iniziarono a dirmi che dovevo piangere, di non tenermelo dentro e buttare tutto fuori, poi sarei stata meglio. Alla fine sì, piansi, ma non per la storia, ma per la forte pressione e per essermi resa conto di avere intorno una massa di pazzi. Dopo quel camposcuola abbandonai completamente la Chiesa e non ne volli sapere più nulla, non feci neanche la cresima, però il fatto più brutto è che mi allontanai completamente da Dio, che da piccola cercavo e di cui mi facevo domande, ma me ne allontanai perché lo associavo alla Chiesa.

 

Pagina 3 di 4

Suore vipere

Vorrei dedicare due parole alle suore. Donne considerate pure perché “caste” e che dedicano completamente la loro vita a Dio e alla “carità”,privandosi di piaceri e beni materiali. Chi le hai mai viste suore così? Io da sempre ho potuto vedere solo vecchiacce arcigne e veramente cattive, vipere, che conducono una vita innaturale e con inutili privazioni (false, perché non si privano proprio di nulla!) che fra l’altro Dio non le ha chiesto. Da parte loro non c’è nessuna carità oltre a far finta di dare le crocchette ai gatti randagi che trovano vicino ai conventi o agli asili. Mio padre è andato all’asilo dalle suore, e ricorda, ormai sorridendo, il terrore verso di loro che li “accudivano”. Se facevano qualche sgarro ci prendevano “le mazzate” nel vero senso della parola, davano dei fortissimi colpi con bastoni e scope alle mani,alla schiena e alle gambe a bambini dai 3 ai 5 anni. Quando lo raccontavano ai genitori non facevano nulla, a loro andava bene, era “educazione”. Queste suore erano in genere tutte anziane e non erano in grado di badare ad un gruppo di ragazzini, però la forza per menare la avevano eccome. I miei genitori mi hanno mandata nell’asilo comunale, poi a scelta si poteva anche andare in quello delle suore. Ho potuto vedere una differenza incredibile quando alle elementari ci hanno uniti tra i due asili.I bambini come me che venivano dal comunale erano tutti sottomessi, timidissimi, silenziosi, impauriti verso tutto perché le maestre ci avevano “addestrati” a comportarci in questo modo, con i rimproveri e punizioni. Invece ogni singolo bambino venuto dalle suore era un animaletto selvaggio, sboccacciato, totalmente incontrollabile e violento. Invece le bambine già a 6 anni erano delle bigottone, che lo sono tutt’ora. Ogni singolo ragazzino uscito dalle suore oggi è un ragazzo violento, che fuma, beve e si droga. Uno di loro ha anche provato ad accoltellare suo nonno,e a derubare per strada. Erano proprio quelli che bullizzavano e che molestavano le ragazze.Invece chi veniva dall’asilo comunale è cresciuto tranquillo, educatissimo, buono, ma che non si ribella nemmeno mentalmente a qualsiasi obbligo. All’inizio credevo fosse una coincidenza solo con la mia classe, poi ho potuto vedere che è stato così con ogni classe dopo/prima di me e anche con quella di mia sorella. Mi ha fatto riflettere quanto può influenzare l’ambiente e le persone con cui cresciamo. Se vediamo violenza nel periodo più delicato dove siamo piccoli, cresceremo essendo violenti perché quello impariamo. Non ricordo molto su come tenevano i bambini queste suore, l’unico dettaglio che mi viene in mente è che ci raccontavano che dovevano scappare e nascondersi sotto i tavoli per non prendere le botte da loro, che erano davvero forti. Stiamo parlando di donne, che secondo la Chiesa, dovrebbero essere pure e vicine a Dio. Le stesse donne che quando vai a messa e non lasci l’ offerta (obbligata), ti guardano malissimo e poi ti parlano male. Le stesse donne che prendono a botte i bambini senza pietà da generazioni, creando anche traumi e problemi nella loro psiche.

 

Pagina 4 di 4

Visita del prete a casa non gradita

Un giorno di molti anni fa, il prete venne a casa nostra per benedirla. Io non ero a casa in quel momento (menomale) e mia mamma mi raccontò la vicenda. Mi disse che ad un certo punto, dopo la “benedizione”, ha iniziato a fare domande private a lei e anche a mia sorella che si trovava nella stanza in quel momento. Mia madre per educazione e, credendo di fare una cosa giusta pensando che quelle domande fossero disinteressate, rispose a tutto, ma purtroppo non è così.  Mia sorella in quel periodo aveva l’età per fare la cresima, e senza che mia mamma avesse detto nulla, il prete già lo sapeva! Quindi se lo era segnato. E allora le chiese: “Ciao piccola! “quando” vuoi fare la cresima?” Lei gli rispose con un secco:” Non ci penso proprio”, con un tono molto arrogante. Mia mamma mi disse che si imbarazzò molto e si arrabbiò perché non era stata educata e quel prete era tanto buono, lo aveva trattato male e anche se voleva rispondere di no, doveva dire di sì anche se non era vero. Mia sorella disse a sua discolpa che questo tizio si era infilato dentro la loro casa, ha fatto domande di cui non sono fatti suoi mentre lei era a rilassarsi sul divano dopo scuola, in sintesi: cosa voleva? E allora si è arrabbiata e le ha risposto in quel modo. E direi che fece benissimo! E tutt’ora oggi ne va fiera. Sono passati molti anni da quel giorno, e nel mentre i miei genitori, soprattutto mia madre, hanno aperto gli occhi sempre di più verso il marciume della Chiesa,la pedofilia del papa e dei preti, e hanno cambiato idea anche su quella storia, ora se la ridono quando lo raccontano. Con buonismo li abbiamo fatti entrare nelle nostre case per “benedire”, quando in realtà venivano solo a creare problemi e fare mille domande private in cui le persone rispondono per educazione e perché “non hanno nulla na nascondere”.

 

 

La verità dietro la Chiesa

Il figlio del mio macellaio, dopo che è stato rifiutato per entrare nell’arma, ha deciso di voler diventare prete e aiutare le persone. Ha iniziato a frequentare questo ambiente, a studiare la Bibbia e i vangeli dedicando la sua vita solamente a quello,rimaneva e rimane tutt’ora tutte le ore chiuso in camera da solo. Ad un certo punto ha deciso di non voler diventare più prete perché si è accorto che in realtà dietro la Chiesa c’è un marciume incredibile, fatto di prostituzione, pedofilia, e grandi giri di soldi. Ha potuto conoscere preti pedofili che, fidandosi del fatto che lui si stava facendo prete, ne hanno parlato senza paura, come se per loro fosse normale parlare sempre di bambini anche insieme. Ha scoperto anche di preti che andavano con prostitute, e anche loro raccontavano il tutto senza farsi problemi. Era sempre stato scettico su tutto questo, ma una volta che l’ha visto con i suoi occhi ha deciso di uscirne, ha potuto vedere che la Chiesa non è quello che vuole sembrare. È comunque rimasto nel giro della Chiesa, donando una marea di soldi a “Radio Maria” o a qualsiasi persona glieli chiedesse, finendo a darli solamente a drogati e ubriaconi che iniziarono a bussare giornalmente alla porta, e se lui diceva che non poteva darli, diventavano anche violenti. Stava spendendo tutto “in carità” fino quasi a perdere la sua attività. Non aiutava i veri bisognosi, ma solo chi non lo meritava, e purtroppo è proprio quello che la Chiesa insegna. “Privati di tutto e aiuta il prossimo” mentre la Chiesa guadagna miliardi e non aiuta nessuno. Poi è arrivato suo padre e lo ha fermato in tempo. Allora ha deciso di fare un viaggio a Medjugorje per vedere la Madonna, e suo padre racconta sempre con tristezza che dopo quel viaggio lui non è stato più sè stesso, è cambiato. Si è isolato ancora di più, anche dal padre e dalla compagna, gli unici che prima frequentava, “fa cose strane”, è molto violento, risponde sempre malissimo ed è nervoso. Non gli ha mai raccontato come è andato il viaggio, cosa ha visto e cosa ha fatto.

 

Talì

Questo documento è di proprietà di https://significato.online/. Tutti i diritti sono riservati, è vietata qualsiasi utilizzazione non autorizzata, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte di Significato.Online. Ogni violazione verrà perseguita per vie legali. ©
1+

Aggiungi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commento *

Nome
Email
Sito Web

Vuoi aggiungere il tuo banner personalizzato? Scrivici a [email protected]