La Chiesa negli anni ’50 e ’60

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Negli anni ’50 – ’60 il sacerdote e il sindaco erano considerate le principali autorità del paese, poi venivano gli insegnanti della scuola. A noi bambini veniva insegnato il massimo rispetto verso tutti. A scuola c’erano gli insegnanti che ci picchiavano, ci facevano mettere le mani dritte in avanti e con il metro di legno, che era grosso quanto un bastone, ci picchiavano su di esse. C’era chi piangeva e chi faceva uno sforzo tremendo per non urlare. Ai nostri genitori non potevamo raccontare nulla, perché se fossero venuti a sapere che avevamo trasgredito, le avremmo prese pure da loro. Non ci avrebbero difeso, ma punito doppiamente. Allo stesso modo si comportava anche il prete! Avevamo lezione di catechismo a scuola con lui due volte alla settimana, senza contare che anche tutte le domeniche dalle 14.00 alle 15.00 avevamo un’altra ora di religione in chiesa, e ogni volta ci dava da studiare a memoria cinque domande e cinque risposte sulla religione. Se non avevamo imparato a memoria il compito ci picchiava sulle mani oppure ci faceva scrivere 50 o 100 volte la domanda e la risposta.  Solitamente per le ragazze optava per la punizione scritta, mentre per i ragazzi sia per la punizione scritta che corporale. Un’altra tortura che il sacerdote compiva sui bambini, era chiudere la mano destra in un pugno e con il dito medio piegato spingeva nel centro del cranio di chi disobbediva, finché questi non piangeva dal dolore. Questi erano i metodi utilizzati per piegare i bambini che trasgredivano le regole.

Eravamo obbligati ad andare in chiesa tutte le mattine prima di andare a scuola, oltre che nei giorni festivi, e c’erano sempre delle donne incaricate di accudire noi bambini e fare in modo che non chiacchierassimo o parlassimo tra di noi, altrimenti volavano i ceffoni. Anche i chierichetti, se sbagliavano qualcosa quando servivano la messa, venivano picchiati, per di più ad ogni messa ricevevano 10 lire per il loro servizio, ma se durante la celebrazione avevano sbagliato qualcosa si giocavano il loro compenso. I nostri genitori non si opponevano mai a tutta questa violenza, nonostante a volte la vedessero con i propri occhi.

Ci è sempre stato insegnato che Dio era molto severo e ci puniva, quindi dovevamo temerlo. Io penso che se non fosse stata per la mia forte devozione a Dio e a Gesù, da grande in chiesa non ci sarei più entrata, infatti tantissime persone, tra cui anche gente della mia famiglia, non appena hanno potuto, in chiesa non ci hanno più messo piede. Di sei fratelli, l’unica che ha continuato a frequentare la chiesa sono sempre stata io. L’ho frequentata tutta la vita perché era l’unico modo che conoscevo e che mi era stato insegnato per cercare Dio, poi negli ultimi anni soprattutto con l’arrivo della Farsa, la Chiesa si è mostrata per ciò che è veramente, ossia un covo dell’oscurità, quindi non ci ho più voluto mettere piede. Sentire frasi del tipo che chi non si vaccina non è un buon cristiano o che il papa ha dato il proprio consenso all’uccisione dei feti per la creazione dei vaccini, mi ha fatto comprendere quanto la Chiesa non c’entri nulla con la vera spiritualità e mi ha fatto scegliere di allontanarmi definitivamente da quel luogo! Tra l’altro in quel periodo iniziai a meditare e a leggere i documenti di ACD, soprattutto quelli sulla Chiesa e su Gesù mi hanno aperto gli occhi su quanta oscurità ci sia dietro questa istituzione.

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Un’esperienza negativa con la Chiesa

Per tutta la vita, fino all’inizio della farsa ho frequentato la Chiesa, non conoscevo ACD e la meditazione e la religione era l’unico modo che mi era stato insegnato per cercare Dio. Un po’ di anni fa ormai, per una serie di circostanze mi fu chiesto di aiutare un sacerdote a gestire una piccola chiesetta ed accettai perché inizialmente mi faceva pena in quanto era stato pubblicamente calunniato. Prima era stato accusato di avere tante donne e poi di avere una relazione con un uomo, per questo motivo era stato allontanato e spostato dalle parrocchie che gestiva. Col senno di poi penso proprio che ci fosse del vero in tutta questa faccenda! Prendeva psicofarmaci in continuazione, tremava tutto e prima di celebrare la messa si agitava tantissimo. Il Vescovo lo aveva mandato a casa a curarsi con l’ordine di dare una mano in parrocchia, ma nessun prete voleva il suo aiuto e tutti non perdevano occasione per umiliarlo. Guarda caso si liberò il posto di sacerdote all’ospedale, perché il francescano che ricopriva quel ruolo era stato spostato, quindi subentrò lui al suo posto. Inizialmente si comportava con molta umiltà, era ammalato, tutti lo trattavano male ed aveva bisogno di aiuto e sinceramente a me faceva pena. Ad aiutarlo nel suo lavoro eravamo io ed una coppia di anziani, marito e moglie. Inizialmente era molto gentile, poi quando cominciò a recuperare la salute, diventò molto sfacciato, arrogante e pieno di pretese. Non ci ringraziava nemmeno più per quello che facevamo per lui, eravamo trattati come dei servi. Continuava a farci spendere un sacco di soldi per la chiesa dicendoci che ce li avrebbe restituiti, ma ci stava solo prendendo in giro! Una volta gli chiesi se in qualche modo si potevano recuperare le spese e mi aggredì furibondo. Comunque le entrare non gli mancavano, soldi ne raccoglieva, era diventato un banchiere! Quindi in breve tempo tutti e tre lo piantammo in asso, senza giustificarci troppo. Lo lasciammo solo, come meritava! Chissà quante maledizioni ci mandò dietro! All’epoca frequentavo ancora la chiesa e nonostante facessi di tutto per evitarlo, quando andavo a messa a volte capitava che celebrasse lui la funzione religiosa. Quando gli capitava di vederci seduti tra i banchi, durante l’omelia ci insultava pubblicamente senza fare nomi e ci inviava frecciatine, quindi ogni volta che entravo in chiesa e vedevo che c’era lui iniziai ad alzarmi in piedi ed andarmene. Da allora ho sempre detto a tutti la verità sul suo conto, lui non ha nulla di positivo, è una persona molto oscura.

 

Dolores

 

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