Come i religiosi proteggono i preti pedofili

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Questa testimonianza risale a qualche anno fa. Come operatrice olistica, mi trovavo ad una giornata del benessere aperta al pubblico per fare conoscere le discipline energetiche come metodologia di cura ‘’alternativa’’ alla medicina tradizionale. Si presenta da me una giovanissima ragazza di appena diciannove anni desiderosa di sperimentare i miei trattamenti. Parlammo prima un po’, e sin da subito apparve evidente l’afflizione del suo stato d’animo. Le stavo massaggiando la schiena, quando ad un certo punto scoppiò in un pianto dirotto, e girando il viso bagnato dalle lacrime verso di me, mi disse’’quel prete schifoso, è ancora lì..” –  “Cosa è successo”, le chiesi, “raccontami”. Mi disse che i suoi genitori cattolici praticanti, oltre ad obbligarla ad assistere ogni domenica alla messa, suo malgrado doveva frequentare l’oratorio. Il luogo per eccellenza, secondo il credo popolare in cui i propri figli possono sentirsi  al sicuro, protetti , perché sorvegliati dai buoni pastori al servizio di dio. Lei mi diceva, si sentiva sempre a disagio perché il prete le riservava delle attenzioni ‘’affettuose’’ che non riusciva bene a decifrare, le sembravano troppo, ma allo stesso tempo si sentiva addosso la colpa di essere essa stessa troppo maliziosa, per quei  pensieri nei confronti di un prete, ovvero uomo di dio. Non era possibile, non ci voleva credere. Aveva solo 11 anni. E mi disse, sempre piangendo, “sai non avevo nemmeno il ciclo, ero solo una bambina”. Non ci volevo andare in oratorio, “ma cosa dicevo ai miei genitori, lo so che non mi avrebbero creduta e sarei stata anche punita per aver sollevato gravi accuse contro un uomo di dio”. Nel corso del tempo le attenzioni si fecero sempre più spinte,  lui la minacciava costantemente che se avesse parlato l’avrebbe distrutta, poiché nessuno le avrebbe creduto data la buona reputazione di cui falsamente godeva avrebbe avuto tutto il paese contro, persino i suoi genitori. Le molestie, gli abusi sessuali,  le violenze psichiche, fisiche, andarono avanti per molti anni, sino a quando sprofondò in una forte depressione che la portò a far uso di farmaci per contenere gli stati d’angoscia e il mal di vivere che la schiacciavano. Fu in quel momento che la ragazza confidò ai suoi genitori quanto gli era successo. Avvertirono immediatamente i superiori del prete per far presente l’accaduto, gli risposero che avrebbero indagato, ma che non avrebbero dovuto divulgare la notizia sino a quando non fossero stati certi che quel prete fosse colpevole. Si venne poi a sapere che altre bambine furono molestate e abusate da quel lercio essere, cosi che la Curia dovette per forza prendere provvedimenti contro il pedofilo stupratore, il quale scomparve e di lui non si seppe più nulla. I genitori della ragazza per evitare la malignità crudele ed ignorante  degli abitanti del paesino, che nonostante le prove evidenti e schiaccianti avvalorate da numerose altre testimonianze di abusi perpetrati per anni sulle piccole vittime,  dimostravano di essere dalla parte del ‘’povero prete’’, tanto bravo e buono, ma ovviamente sedotto dalle giovani bambine, e la carne si sa è debole, cambiarono città, non poteva sopportare anche questa ennesima ingiustizia. Poi mi disse che nel nuovo paese in cui si era stabilita si trovava bene, aveva fatto nuove amicizie e piano piano  stava ritornando a ritrovare se stessa. Sino a quando un giorno incontrò per strada il prete pedofilo. Mi disse che rimase pietrificata e dentro sentii un gran dolore  che voleva urlare fuori. E piangendo ancora di più mi disse’’ Capisci? Non gli hanno fatto nulla,  lo hanno solamente spostato di parrocchia! Ha rovinato la mia vita e quelle di tante altre ragazze come me, e non gli hanno fatto nulla. Io devo andarmene di qua, non posso restare dove è lui, ma non sono io che dovrei fuggire, lo capisci..lo capisci..”

 

Antonella

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