Chiesa, droga, violenze sessuali e suicidi

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Oggi voglio testimoniare quanto è successo a me direttamente e alla mia famiglia, riguardo all’esperienza con la chiesa. Il racconto sarà lungo e drammatico, parlerò buona parte del mio vissuto, le cose più importanti avvenute dall’infanzia fino a diventare una giovane donna, una premessa prima di iniziare, non è facile collegare tutti gli avvenimenti che sono accaduti, chiedo scusa se il mio scritto non risulterà eccellente, farò del mio meglio per scrivere e far comprendere l’intero contenuto, buona lettura.

Sono nata e cresciuta in una famiglia numerosa, mia madre donna sola si dava molto da fare per crescere e mantenere i suoi 5 figli, lasciata dal marito perché non riusciva più a reggere questo grande peso. Ma prima di entrare definitivamente nell’intero racconto, è molto importante parlare di mio fratello e cosa gli è successo. Lui era il quarto figlio, e prima che io nascessi ha subito delle bruttissime esperienze di natura sessuale da parte del prete. Era in un collegio e da ciò che ho saputo negli anni a venire voleva a tutti i costi diventare un chierichetto, ci riuscì con amare conseguenze, non so bene quanti anni aveva e non ho più modo di chiederlo per conoscere dettagli importanti come questo. Lui ancora un bambino ha subito per molto tempo queste violenze, sino a che a causa delle violenze da un giorno all’altro iniziò a balbettare, in più improvvisamente gli venne una grave forma di epilessia che non è mai sparita, più o meno aveva una crisi al mese ed erano così violente che ogni volta mi traumatizzava per giorni seppur dovevo esserci abituata. Vorrei spendere altre due righe come questa violenza abbia segnato nel profondo mio fratello nel corso della sua intera esistenza. Ricordo benissimo quando cadde nella droga, ero più giovane di lui di 10 anni, ma conoscevo molto bene gli effetti sulle persone, mi ero accorta quando fece i suoi primi utilizzi con l’eroina, i miei fratelli mi avevano dato in eredità un buon bagaglio di esperienze sul tema già da quando ero bambina, e io avevo da subito imparato a capire quando erano strani (fatti) e come si comportavano. Tornando a mio fratello non uscì mai più da questo tunnel a differenza degli altri, fin quando ha deciso una volta adulto che la sua vita doveva terminare, che non valeva a niente e quindi si suicidò. Morì molto giovane a causa del suicidio, un suicidio che non sarebbe accaduto se non fosse per quelle violenze sessuali subite dal prete. Voglio far riflettere a quale danno irreparabile riceve le vittime da coloro che dovrebbe proteggere i bambini e non violentarli!! Ancor più grave come da sempre questo comportamento di tacere permette a questi schifosi personaggi di violentare sempre più bambini senza essere mai puniti e intoccabili dalla legge!!

Come già scritto mia madre doveva lavorare per poter mantenere i suoi figli, si affidò al parroco per ricevere aiuto, infatti il prete diede a mia madre una casa attaccata alla chiesa, proprietà della parrocchia. Più tardi parlerò di questa strana casa e i terribili eventi che susseguirono. Io all’epoca ero molto piccola, frequentavo l’asilo, mia madre lavorava come bidella proprio nella mia stessa scuola, mi permetteva di stare tutto il tempo con lei mentre lavorava e recarci a casa insieme una volta terminato il suo lavoro. Il problema si presentò quando dovevo frequentare le elementari che non mi poteva più accudire come prima, i miei fratelli già adolescenti e il più grande e la seconda avevano appena attraversato questa fascia di età, stavano prendendo una brutta piega e nonostante potevano darle una mano non ci faceva molto affidamento, mi portò in una struttura di suore concedendomi di stare a casa il fine settimana. Doveva anche occuparsi dei suoi figli più grandi trovando affiancamento dal prete e da alcuni fedeli tra cui una zitella che si lamentava che la facevano dannare e disperare. Racconto ora la mia esperienza personale di ciò che ho vissuto in quel posto per buona parte della frequentazione delle scuole elementari.

L’aria era sempre molto pesante, la tristezza iniziava dalla mattina per trascinarla fino alla sera, non è un bel posto dove trascorrere la propria infanzia e le suore non aiutavano perché sempre di cattivo umore pronte a tirarti un bel rovescio contro i bambini al primo comportamento per loro errato. Il momento peggiore era la notte, mi svegliavo piangendo e non sapevo se mi trovavo a casa oppure lì, spesso al buio prima che gli occhi si abituavano allungavo la mano per trovare la sbarra della testata del letto, se c’era e la trovavo ero in quel posto orribile. Un incubo, ma da sveglia. Una bambina quando mi sentiva piangere mi permetteva di entrare nel suo letto e mi consolava, grazie a lei riuscivo a dormire e mi faceva sentire al sicuro e protetta, ancora oggi la penso con grande affetto.

 

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Un giorno la suora ci scoprì, sgridandoci come se avessimo compiuto il peggior male di questo mondo, le suore non avevano affatto empatia, tuttavia alla bambina non le impediva di farmi dormire vicino a lei, l’unica accortezza era rientrare nel mio letto all’alba. Il posto era pieno di regole, quando si mangiava dovevi finire tutto o te lo facevano mangiare a forza, imparai presto a farmi furba per non prendere sgridate o ceffoni, o peggio ancora finire di vomitare nel piatto, quello che non mi piaceva facevo finta di mangiarlo per poi sputarlo e nascondere tutto nelle tasche dei pantaloni, per poi svuotarlo nel wc. C’era un orario per tutte le mansioni quotidiane, per studiare avevamo sempre una suora molto severa, io per non stare più del dovuto con lei spesso nascondevo i compiti che mi assegnavano a scuola, finendo sempre per prendermi sgridate anche dalla maestra, una volta terminato lo studio ci recavamo in una sala grande per lo svago fino all’ora di cena. Spesso ci tiravano le orecchie fino a diventare viola o cose simili, come per esempio una volta con il dito disegnavo sulla finestra, appena la suora mi vide mi tirò fortissimo i capelli strattonandomi, quel giorno mi fece malissimo, riuscivano sempre a mortificarti, poi mi fece ripulire tutti i vetri. Ci dicevano che se non andavamo in chiesa e non si pregava andavamo all’inferno, oppure raccontarci che se eravamo vanitose nel guardarci troppo allo specchio avremmo visto riflesso il volto di satana. Ma il problema non erano solo le suore, ma anche le ragazzine più grandi abituate ad odiare le più piccole, c’era bullismo, alcune avevano anche 12/14 anni. Più volte mi rinchiudevano in una soffitta dove le suore ci stendevano le lenzuola o altri dispetti simili. Una in particolare chiamava a giro le più piccole rinchiudendole in bagno, dove pretendeva rapporti orali, toccò anche a me. Mi costrinsero a svolgere sesso orale alle ragazze più grandi. Ricordo anche una ragazza, una volta mi prese dalle gambe come un salame, mi ritrovai a testa in giù per poi lasciarmi all’improvviso e sbattere la faccia in terra e mi spaccò i denti avanti. Dopo questo episodio mia madre mi chiese cosa fosse successo e le raccontai tutto, compreso cosa mi facessero nel bagno. Mia madre mi voleva togliere da quel posto ma le suore ritenevano che la mia fosse una bugia, e mia madre disse che il racconto era con particolari che una bambina non poteva conoscere, tuttavia si fece convincere dalle suore di lasciarmi ancora lì e così continuai a subire quelle violenze. Quando tornavo a casa facevo lo sciopero della fame pur di non andare dalle suore, ma nulla serviva neanche piangere e sbattere i piedi, una volta scappai nascondendomi bene dalla suora all’uscita della scuola per poi salire nell’autobus e tornare a casa, la domenica avevo il magone solo al pensiero di rientrarci, questo è ciò che ricordo a grandi linee in quegli anni.

Adesso lettore ti racconterò gli avvenimenti tragici della casa, per molti anni mi sono chiesta se effettivamente poteva essere il posto ad aver scatenato eventi così negativi tanto da arrivare ai decessi di chi ci abitava, ho pensato a lungo se scrivete o meno questo passaggio, perché il mio racconto inizialmente doveva concludersi qui, alla fine l’ho ritenuto importante e degno di essere letto. Inoltre ti racconterò come questi membri della chiesa possono causare molto danno, infatti ho vissuto direttamente le loro cattiverie, soprattutto dal prete, entrambi gli eventi (casa e membri) si scatenarono quasi contemporaneamente.

Quando rientrai definitivamente in casa della mia famiglia le due femmine (mie sorelle) misero la testa a posto, ma non si poteva dire lo stesso dei due maschi. Mia sorella la terza si sposò e fece un bambino andando via di casa, anche la seconda sorella si sposò, viveva assieme al marito in un paese vicino al nostro. La casa della mia famiglia era in balia di tossici un continuo entrare e uscire, un porto di mare, c’era sempre casino e mai un po’ di pace. Era accaduto più di una volta che rientravo da scuola trovando i carabinieri che mettevano sotto sopra la casa mentre vedevo mio fratello il più grande ammanettato al termosifone completamente nudo, erano scene che mai avrei voluto vedere. Un periodo mia madre si tratteneva sempre più a lungo per via del lavoro, accusava stanchezza e non riusciva mai a finire in tempo tutte le sue mansioni, infatti iniziava a stare male. Si scoprì non molto tempo dopo che aveva un tumore all’intestino, casualmente lo stesso di cui mio padre (se così si può chiamare) è morto due anni prima in una diversa città, nonostante avevano abitudini e stili diversi di vita.

 

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Il prete del posto è sempre stato una figura molto presente, aveva la nomina di rincorrere e salvare ogni tossico della cittadina, anche la zitella non poteva mancare alla  maratona per la salvezza delle anime perse, si aggiunse un ex suora che frequentava abbastanza spesso la casa, ex perché a quanto pare era quelle suore povere e scalze, non so bene a quale ordine apparteneva, ma si era ammalata e dovette lasciare il convento per ritornare a una vita normale, ma pur sempre donna di chiesa, tutte queste figure ricordo si impicciavano a casa nostra più di quanto era necessario. Nell’ultimo periodo tutti i miei fratelli dopo aver scoperto la malattia, si presero responsabilità per accudire mia madre, persino il penultimo si dava molto da fare, un giorno si sventrò anche un braccio tatuandosi da solo la scritta “mamma”, dopo quel gesto avevo capito quanto la situazione fosse grave e che non c’erano speranze per una guarigione, mi ricordo che era il periodo natalizio, mi fu ordinato di smontare l’albero molto in anticipo, dopo le feste morì, nell’arco di 9 mesi il tumore consumò mia madre fino alla morte. Fu il primo evento a manifestarsi per poi susseguirsi una serie di sfortune colpendo i membri della casa. Mia sorella la seconda diventò mia tutrice e assieme al marito si trasferì di nuovo nella sua vecchia casa per crescermi. Nel frattempo mio fratello maggiore entrò in comunità per disintossicarsi, mentre il quarto entrava e usciva di galera. Non passarono troppi anni che anche mio cognato iniziò a stare male, faceva avanti e indietro tra casa e ospedale, cercavo anche io di rendermi utile in tutta la situazione e stare vicina a mia sorella mentre accudiva il marito come meglio poteva, fino alla fine, poi morì, per lei non è stato affatto semplice. (più tardi capirai la causa della sua malattia). Passarono alcuni anni io ero cresciuta, e nel frattempo mio fratello maggiore venne a vivere con me e mia sorella che si era totalmente disintossicato, mentre il penultimo fratello oltre a fare avanti e indietro dalla prigione si era sistemato in una casa popolare assegnata dal comune dopo molti anni che mia madre fece richiesta prima di morire, dato che lui aveva ancora problemi con la droga non poteva vivere nello stesso tetto con l’altro fratello che ne era uscito, la terza sorella era sempre nella stessa casa da quando si sposò. Tutto sommato sembrava un periodo tranquillo fino a quando ho conosciuto un ragazzo e rimasi incinta. Il padre non ne voleva sapere niente e io presi la decisione di portare avanti la gravidanza, avevo l’appoggio di mia sorella che mi sosteneva e anche di mio fratello seppur inizialmente non era molto contento. Da qui in poi si scatenò il delirio con i membri e il prete mettendomi i bastoni tra le ruote e facendomi passare una gravidanza orrenda perché avevano tutte le intenzioni che una volta nata la bambina me l’avrebbero portata via. In tutta la situazione si aggiunse una mia professoressa che d’accordo con il prete voleva convincermi ad entrare in una struttura per ragazze madri e togliermi la bambina, ma quest’ultimo particolare ovviamente non me lo disse, lo venni a sapere in un secondo momento. Mi chiedevo perché il prete voleva portarmi via la bambina una volta nata, e perché la professoressa tentò di ingannarmi per assecondare il prete. Mi fece credere che non c’erano altre vie altrimenti me l’avrebbero tolta, e io naturalmente da quel giorno chiusi tutti i ponti, non permettendo a nessuno di avvicinarsi a me, figuriamoci se mi facevo rinchiudere e permettere a loro di mettere mano su mia figlia come speravano. La bambina nel frattempo nasce e sapevo che qualsiasi passo falso avrei compiuto, loro ne avrebbero approfittato, dovevo essere una madre esemplare seppur molto giovane. Non passò molto tempo che mi denunciarono ai servizi sociali, da quel momento in poi per ben 2 anni iniziarono i veri problemoni. Nella mia sfortuna ebbi la fortuna di conoscere una brava donna nel settore, sosteneva che ero una ragazza in gamba e che non c’era nessuna ragione per quello che mi stavano facendo, non so se lo poteva fare ma disse chiaramente i nomi di chi c’era dietro la denuncia agli assistenti sociali per togliermi la bambina, e indovina un po’? Erano il prete ovviamente e la professoressa, non era di certo una sorpresa per me! Dalla mia parte avevo anche un pediatra della ASL dove mi stendeva delle relazioni a mio favore, il contenuto di quelle documentazioni affermavano che la bambina oltre che in perfetta salute era ben custodita, fu un salva vita per me le sue dichiarazioni e per un bel po’ di tempo me ne potevo stare tranquilla. Purtroppo non durò in eterno, mia sorella aveva problemi di salute, diversi anni prima assieme al marito scoprirono di essere entrambi siero positivi, avevamo sempre ben tenuto nascosto questa malattia ma venne alle orecchie del prete o da qualche suo membro, che continuava la sua assurda battaglia, ovviamente non si esponeva, agiva dietro le quinte come un vero e proprio codardo che si rispetti. La situazione stava degenerando perché avevano un ottimo motivo per portarmela via, il tutto condito mentre mia sorella stava peggiorando di giorno in giorno. Sapevo che non aveva molto tempo e io avrei voluto passare quei ultimi periodi con lei e godermi ogni attimo della sua esistenza, ero in preda alla disperazione ma non potevo permettermi quel lusso, dovevo risolvere il problema.

 

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A quel punto con l’aiuto di quella donna che mi aveva sempre aiutata, bisognava trovare il modo per trovare certificazioni scritte da medici dove si affermava che una semplice convivenza la trasmissione del virus era pressoché nulla, i medici che tenevano in cura mia sorella avevano accettato di scrivere quanto gli era stato richiesto poiché era la sacrosanta verità, c’era solo d’attendere e vedere come la situazione si evolveva. Per un po’ sembrava aver funzionato, ma quando ci fu un evidente peggioramento di salute su mia sorella, dovuto a una rimozione di alcuni denti dove prese delle infezioni gravi da iniziare a perdere lucidità mentale, il problema si ripresentò più forte di prima. Mi ricattarono, o avrei dovuto allontanare mia sorella dalla casa o avrebbero portato via la bambina. Non avrei mai voluto fare una simile scelta, mi misero alle spalle al muro senza darmi la possibilità di vivere gli ultimi periodi con la donna che mi aveva cresciuta, ma dovevo tutelare mia figlia, nonostante mi sono sentita una merda ho permesso che fosse allontanata. Mi domando del perché tanta cattiveria soprattutto da gente che a detta loro agiscono in nome di Dio, per anni mi sono portata questo peso addosso perché è morta da sola, andavo a trovarla spesso ma non era la stessa cosa. Una sera sento una sensazione addosso, una tristezza così profonda che subito mi venne in mente lei, appresi non molte ore dopo da mio fratello maggiore che lei era morta. Devo ammettere che tra tutte le situazioni che avevo passato fino ad allora questa era stata la più dura, ci misi un bel po’ prima che mi ritornasse il sorriso, ma andai avanti come era giusto. Pensai che era tutto finito e finalmente avrei trovato pace, potevo crescere mia figlia in tutta serenità, i problemi e i decessi erano finalmente finiti!! Non sapevo che quel pensiero fosse totalmente lontano dalla realtà. Dopo circa un anno, mi svegliai dal suono del campanello della porta, ero un amico di mio fratello, dunque mi recai in camera sua per avvertirlo che aveva visite, ciò che vidi in quel momento era surreale. Era seduto nella sua scrivania e la faccia sopra alla tastiera del pc, non ricordo se realizzai subito che era morto, mi precipitai dal suo amico chiedendo aiuto, lui cercò di sollevarlo e non ci riusciva perché era completamente rigido e molto pesante, ma notai da quel poco sollevamento che il suo naso era completamente schiacciato e rientrato come se non lo avesse, una terribile scena, chissà da quante ore era in quello stato. L’amico sconvolto andò via molto di fretta, io mi infilai una paio di pantaloni, presi la bambina in braccio che aveva addosso ancora il suo pigiamino e uscii di casa cercando aiuto. Arrivarono i soccorsi, nella stanza c’era una siringa, era morto di overdose, scoprii dopo alcuni giorni anche chi gliela procurò: il suo stesso amico che venne a fargli visita quel giorno e che aveva molto fretta di andarsene, lasciandomi lì. Mio fratello ci era ricascato e quella era probabilmente la sua prima ricaduta, non fece bene i conti che il suo corpo non era più abituato, oppure la droga era tagliata male, sta di fatto che una settimana prima ricordo fu investito da una macchina, ma se la cavò con qualche ora al pronto soccorso per delle ferite, disse che non aveva visto il veicolo, sembrava quasi destino pensai all’epoca, oggi invece penso a tutt’altro. Decisi dopo questo avvenimento di non voler mettere più piede nella casa, non ci sarei più riuscita a vivere lì. Mi appoggiai per qualche giorno dalla terza sorella, ma era stata abbastanza chiara almeno dai suoi atteggiamenti che non mi voleva, mi incolpava della morte di nostro fratello perché non mi ero accorta di nulla. Dunque me ne andai, da lì in poi non ebbi buoni rapporti con lei, si mostrava sempre con critiche insensate tanto da decidere negli anni a seguire di prendere le distanze, decisione ben ponderata anche se sofferta. Da lì a pochi giorni sapevo cosa fare prima che ricominciassero i problemi con la bambina, chiedere a mio fratello il penultimo, la proposta per uno scambio di casa, quel periodo si trovava in carcere, anche se ci eravamo visti da poco perché gli era stato dato un permesso per partecipare al funerale, feci richiesta e andai a trovarlo. Era molto contento nel vedermi, qualche volta quando era in libertà lo incontravo nel viale del centro mentre passeggiavo con la bambina, lui si fermava sempre a salutare la nipotina, non ricordava mai il suo nome ma le parlava sempre in modo molto affettuoso, non era un cattivo ragazzo, ma la droga lo rendeva quel che era. Parlammo dell’intera situazione e gli chiesi se era d’accordo con la mia proposta di fare lo scambio, in quanto non riuscivo a mettere più piede in quella casa neanche per fare una doccia, figuriamoci viverci. Mio fratello non si oppose anzi ne era felice, continuai la conversazione finché la guardia ci interruppe poiché il tempo era scaduto. Iniziai il trasloco, c’era un enorme lavoro da svolgere specialmente per come era ridotta la casa, durante il giorno pensavo di sistemare il nuovo alloggio e la sera andavo a dormire a casa di una mia amica, che mi ospitò con la bambina finché non finivo di sistemare per potermi finalmente trasferire.

 

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Un giorno mentre ero nel pieno dei lavori mi fecero visita i carabinieri, subito mi dissero che avevano avuto una segnalazione da qualcuno che sosteneva non ero autorizzata nel trasferirmi in quella casa, io perplessa gli feci vedere ciò che qualche giorno prima mi ero procurata nella provincia, l’attestato dove dichiarava che ero anche io l’assegnataria della casa oltre ai due nomi riportati dei miei fratelli maschi. (Le femmine non erano in quell’ attestato in quanto si erano sposate quando la casa fu assegnata e non ne avevano diritto). Chiesi a quel punto chi fosse stato a fare quella segnalazione, loro mi dissero che non potevano dirmelo e che dovevano solo verificare, ma fu strano anche per loro perché era già una bella cosa che stavo ripulendo quel posto (conoscevano molto bene mio fratello). Sul momento pensai fosse qualche vicino, ma poi riflettendo era insensato dato che mio fratello portava continui problemi a tutti, specialmente il via vai di tossici a tutte le ore e anche di notte. Non seppi mai chi fosse stato ma qualche sospetto ce l’avevo, d’altronde mi erano state fatte molte cattiverie e questa poteva essere una gran bella mossa per recarmi ulteriormente danno, peccato che io avevo tutti i diritti di vivere lì. Finalmente a lavoro concluso mi sistemai nella casa assieme a mia figlia, lei frequentava la scuola materna mentre io lavoravo. Un giorno dopo circa due anni, prima di finire il mio turno arriva una telefonata, era mia sorella l’unica superstite della famiglia oltre me, e come ti ho già anticipato all’inizio del mio racconto seppi che mio fratello si era suicidato. È stato sempre un ragazzo introverso e tendeva a isolarsi, non ho potuto mai fare niente per lui in quanto non dava il minimo cenno di voler cambiare vita, e io non avevo intenzione di far passare a mia figlia l’inferno che ho passato io, tuttavia ne ero profondamente rattristata, quanta sofferenza per arrivare a un gesto simile?  Quando iniziai a metabolizzare l’ennesima disgrazia mi venne in mente delle stranezze e assurde tragedie della casa.

Caro lettore siamo alla conclusione di questo racconto, non ho ancora oggi le risposte del perché è accaduto tutto questo, come non so il perché il prete e compagnia si fossero così accaniti contro di me cercando di togliermi la cosa più preziosa, non esistono solo violenze fisiche, non c’è cosa peggiore per una madre aver paura di perdere il proprio figlio.

Questa è stata la mia esperienza con alcuni membri della chiesa e la mia storia, ho scritto bianco su nero i frammenti che ricordo riguardo a ciò che ho visto e vissuto sulla mia pelle. Ciò che posso affermare che da parte di questi uomini e donne di fede, non c’è nulla di buono in loro, io ho solo visto cattiverie, posso affermare che i preti, le suore e chiunque frequenti assiduamente la chiesa sono persone molto lontane da Dio. Da allora sono passati più di 20 anni e casualmente proprio qualche giorno prima di sapere di dover scrivere questo testo, sono venuta a conoscenza della morte del prete.

 

Alessiaa

 

 

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3 Commenti

  1. Ti ringrazio tantissimo per aver condiviso questo racconto.. mi dispiace tantissimo per tutto quello che hai passato sin da piccolina… mi è dispiaciuto sapere che tutta la tua famiglia è stata colpita da tragedie dovute alla melma di chiesa che girava attorno.. potrei dire tantissime cose ma quello che più mi preme è dirti che sei stata davvero fortissima a lottare per te e per tua figlia, andando contro qualsiasi situazione ti si riversava contro. la cattiveria del prete e di tutte le persone di chiesa mi ha lasciata senza parole ma non mi ha sorpresa.. sono la peggiore merda che ci sia, chissà cosa avrebbero fatto alla piccolina se fossero riusciti a portarla via. sono felicissima del fatto che quel prete sia morto, mi auguro tra le peggiori sofferenze che ci siano. molte cose che hai raccontato mi hanno fatto riflettere (come il fatto che dalle suore non potevate guardarvi troppo allo specchio, che non potevate abbracciarvi, ma potevano bullizzarvi e violentarvi).. ti ringrazio tantissimo per aver avuto la forza di tirare tutto fuori

  2. Ciao Alessia, ti ringrazio per il coraggio di tutto quello che hai raccontato, non deve esser stato facile, ma ti ringrazio perché mi hai dato un conferma maggiore di come il ruolo della chiesa non è quello di aiutare, ma di impicciarsi e trovare i punti deboli su cui fare perno per rovinare le famiglie e le vite delle persone. Una parte della tua storia mi ricorda la mia, anch’io ho avuto diversi fratelli che per povertà sono stati mandati in collegio dai frati\suore, loro non mi hanno mai raccontato cosa gli è successo, ma solo che ha rappresentato il periodo piú brutto della loro vita. Vivendo in un paesino sperduto, la droga è arrivata molto tardi, piú di recente, e meno droghe pesanti, questo penso li abbia tutelati da un lato, ma anche loro hanno avuto grossi problemi, mi sono sempre chiesta il perchè avessi fratelli cosí strani, uno in giovane età gli fu diagnosticata la Schizzo frenia e prende psicofarmaci da oltre trent’anni, l’altro si è rinchiuso nella sua camera da cui raramente esce e ho divuto fare un lungo lavoro con lui per aiutarlo almeno a fare il minimo necessario per sopravvivere. Ma ora penso che forse gli anni in collegio li abbian segnati piú di quanto possa immaginare, io sono nata molto dopo che loro erano stati lí, e non so com’erano prima. Anch’io sono stata dal collegio delle suore da bambina meno anni rispetto a te, ma mi sono rivista in tanti dei vissuti che hai raccontato, le suore erano con il medesimo attegiamento, loro non mi picchiavano che io ricordi ma la freddezza era uguale, uguale il bullismo delle piú grandi. Hai avuto sempre tanto coraggio e tantissima forza, a reagire e cercare una soluzione per tua figlia, come è giusto che una madre faccia! Grazie per aver condiviso con noi una prova maggiore dell’orrore della Setta\Chiesa! Mi hai dato modo di riflettere su tantissime cose! Grazie

  3. Sei stata davvero una ragazza molto coraggiosa che ha lottato fino alla fine per ciò che davvero era importante, nella tua vita c’è stata moltissima sofferenza e spero che quel pretaccio sia morto soffrendo. Grazie inoltre per aver avuto la forza di scrivere tutto nero su bianco, non deve essere stato facile per te ripercorrere quegli anni bui ma tutti devono sapere che dietro quella falsa gentilezza si nasconde qualcosa di davvero oscuro.

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