Accoglienza e compassione per i bambini

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Questa è la testimonianza indiretta della mia ex collega, che oggi ha 67 anni.

Lei è rimasta orfana da piccola, prima è morta la sua mamma e, in seguito, il suo papà. È stata affidata, insieme alle sue due sorelle ad uno zio che ha deciso di metterle in collegio, separate le une dalle altre e così lei è cresciuta tra un collegio e l’altro, tutti gestiti da e con “personale religioso”. Abbiamo avuto modo di parlare molte volte e mi ha raccontato alcuni episodi da lei vissuti, la severità e il sadismo che quelle donne (le suore) utilizzavano per educare i bambini/ragazzi che venivano loro affidati.

C’erano ovviamente anche le punizioni corporali, alcune suore erano sadiche e violente. Tuttavia ciò che più ha scavato era lo stato mentale che tali comportamenti inducevano.

Alcuni episodi mi sono rimasti più impressi di altri e li riporto.

Lei mi ha raccontato che quando qualcuno bagnava il letto le suore gli facevano mettere le mutande bagnate in testa, così che tutti potessero vedere che avevano fatto la pipì addosso e la cosa folle è che dovevano tenerle per tutta la giornata.

La vergogna era tanta che, quando alla mia ex collega sono comparse le mestruazioni, per paura di essere punita allo stesso modo, inizialmente non ha detto nulla e cercava di nascondere la cosa mettendo tanta carta igienica oppure spugnette prese dall’interno del portapenne, dopo averlo scucito.

Nel dormitorio c’era un grande occhio illuminato, con sotto scritto “Dio ti vede”. Durante la notte le suore passavano ed è capitato che la mia collega si addormentasse tenendo le mani fra le gambe e quando le suore se ne accorgevano la svegliavano dicendole che era peccato, che doveva toglierle da lì subito perché altrimenti Dio avrebbe visto e l’avrebbe castigata.

Mi ha anche raccontato che, abituata alle punizioni che venivano somministrate per qualsiasi cosa risultasse sgradita o fuori posto, una volta che era stata ricoverata in ospedale, aveva trovato in bagno una padella con dentro delle feci e, per paura di venire incolpata, ha buttato le feci ed ha lavato la padella. Questo per un paio di volte. Fino a quando la persona che le aveva tenute per effettuare degli esami, non capendo perché continuassero a sparire, ha informato i medici e le suore presenti in reparto che hanno cominciato a chiedere chi fosse stato e lei crollò, dicendo che aveva pulito tutto, ma che non era stata lei a sporcare.

Negli anni ha sviluppato ansia e attacchi di panico abbastanza importanti, che si manifestavano anche con incubi notturni durante i quali lei si alzava dal letto e andava a nascondersi sotto il tavolo o la scrivania. Tutto questo si è trascinato a lungo, anche dopo essere stata data in affido.

 

Tammy

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