Amicizie e amore, due concetti legati: l’amicizia

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Si vede, la concezione di amicizia e di amore è del tutto cambiata nel corso del tempo. In questo documento andrò a descriverle, mediante le mie esperienze con le amicizie nei giorni nostri.

Amore ed Amicizia sono due concetti profondamente legati, pochi si rendono effettivamente conto che in un’amicizia è inclusa una parte di amore, e prima che un amore nasca, la coppia, anche se non sempre, deve essere composta da due persone tra loro amiche. Ma perché amore e amicizia?
Semplicemente perché nell’amicizia ci vuole quella parte di amore (chiamata anche affetto) che oggi viene spesso, purtroppo, dimenticata. La definizione di amicizia secondo il vocabolario è:
Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine“ 

Ecco qua, le tre parole chiave dell’amicizia: “affetto”, “costante” ed “operoso” (possiamo tralasciare il resto della definizione). E cos’è l’affetto? Amore, in piccole parti ma, amore fraterno, costante ed operoso, quindi continuo e che richiede un minimo di impegno. Gli amici SONO vostri mini-fratelli, ma molti, anzi, troppi, confondono amicizia e simpatia.

Poi certo, gli amici faranno tutto ciò che ritengono opportuno fare insieme: fidarsi l’un l’altro, aiutarsi, andare in giro, trovarsi, giocare ed altro, ma se non c’è affetto, l’amicizia non è altro che simpatia.
Probabilmente risulterò monotono, ma ecco il significato della simpatia secondo il vocabolario:
Inclinazione istintiva di gradimento verso qualcuno o qualcosa.”

Ok, pensateci. Saranno pure definizioni prese dal vocabolario, ma… se penserete un attimo, le definizioni sono corrette, guardatevi dentro, ragionateci.
Voi provate continuo affetto per una persona? Bene, questa è un’amicizia, sennò è una simpatia. Molto semplice.

Questa è la prima problematica odierna: ci sono troppe, ma troppe simpatie ritenute amicizie. Spesso le persone dicono: “io sono amico di x”, pensando che ci sia il limite: “siamo amici” alla loro amicizia.

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Mi spiego meglio: le persone si rifugiano nella parola “amici” per dire: “bene, ora lo siamo, non c’è altro da fare, posso anche non migliorare la nostra relazione”. Se all’ “amicizia” viene posto il limite di non oltrepassare un certo limite… che amicizia è? La gente, ed io proprio non la capisco, preferisce tante simpatie a poche ma vere amicizie, costruite sempre meglio nel tempo.

L’amico è quello che ti aiuta, quello che ti incoraggia, quello che ha un qualsiasi carattere, ma dal quale prendi spunto non per semplice fratellanza, ma semplicemente per migliorarti.

Di rado nascono amicizie profonde, perché le persone, faccio un banale esempio, riempiono i loro rapporti con fantasie infantili stupide quanto infondate. Basta pensare a quante persone dicono che se appoggi la mano sulla spalla di un tuo amico, allora tu e il tuo amico siete probabilmente od automaticamente gay (?), senza però sapere che in realtà, la mano sulla spalla, è un gesto molto utilizzato per mostrare fiducia ed affetto, oppure, nel caso dei politici, sottomissione.

Io sarei del tutto onorato se una persona mi mettesse una mano sulla spalla! Altre fobie sono derivate da gesti di poco più affettuosi: abbracci amichevoli, mettere la mano sulla gamba, sulla parte posteriore del collo (chiamata anche “coppino”) ed altri (con durata massima di 7 secondi, brevi, insomma). Eppure con determinati miei amici con i quali sono più in confidenza, eseguo questi gesti tranquillamente. Sono esposto a pregiudizi (che ne so, vengo giudicato omosessuale?)? Benissimo, a me non importa, mi faccio conoscere da quelle persone, poi loro capiranno la mia eterosessualità. O meglio, dipende, perché alla fine in certi ambienti (una classe di scuola, al lavoro) si è in un certo senso favoriti alla socializzazione, perciò, ti conosceranno loro senza doverti necessariamente esporti, nel caso tu esegua “gesti compromettenti” con una persona che è con te nei luoghi precedentemente citati.

Che poi, parliamoci chiaro… quanto contano veramente questi pregiudizi detti a caso? Meno del nulla!

Il “bello” è che si viene giudicati omosessuali a casaccio, come se essere di tale sessualità fosse un crimine, invece, è solo un gusto diverso da rispettare!

Però invece, quello che nelle sue relazioni sociali è un completo attore e quindi scherza su tutto e non si riesce minimamente a capire che carattere abbia (e ne ho trovate tante di persone così), invece lui no, può anche far finta di fare l’amore con te, con risate generali, ma talvolta senza essere giudicato. Ebbene, perché, chi come me, esegue “gesti compromettenti”, pieni di affetto (non li faccio così spesso da quanto possa sembrare) e VERI, deve essere giudicato, mentre chi fa finta di fare l’amore scherzando, anche e soprattutto con persone dello stesso sesso, non viene giudicato?

E’ una domanda alla quale non trovo risposta.

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In ogni caso, non vi dovete sentire inferiori quando vi dicono: “ah, che sfi**to! Hai 2 amici in croce!” perché loro non comprendono il vero valore dell’amicizia, anzi, non hanno proprio capito cosa è una vera amicizia.

Benissimo, ora qualcuno, dopo aver letto questo mio articolo, si chiederà: “e tu, quanti amici hai, seguendo le definizioni che tu hai dato?”. Diciamo che non è così facile rispondere, talvolta provare affetto per numerose persone è facile, ma è ben più difficile sapere se il tuo affetto viene ricambiato. Occhio che l’affetto è solo l’ingrediente fondamentale delle amicizie, altre possono andare ben oltre l’affetto stesso, e questo è ben da tenere conto. In ogni caso, seguendo le definizioni precedentemente date, ho praticamente 3 amici ed un’altra persona che potrebbe diventarlo.

D’altronde non è così facile avere amici secondo questa definizione, ci sono troppe simpatie in questo mondo, ma non è sbagliato, è solamente una decisione collettiva, che però, dimostra come poche persone abbiano veramente la voglia di avere belle, profonde e durature relazioni, ma preferiscano quelle volatili e con pochi sentimenti, ma con tante risate.

Meno risate, più sentimenti, questo è quello che penso.

Francesco C.

 

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15 Commenti

  1. Ho trovato molto bello questo articolo, è vero, spesso le persone tendono a giudicare i rapporti altrui, spesso anche per gelosia secondo me, senza provare a guardare prima se stessi. Anche io ho poche amicizie ma buone e preferisco di gran lunga questo a centinaia di simpatie, perché, nel momento del bisogno le simpatie spariscono, le amicizie restano. Non sono amici quelli che si fanno una foto insieme e la postano sui social, sono amici proprio quelli che, nel momento in cui sono insieme, non hanno bisogno di social o altre cose per divertirsi, perché basta l’affetto che provano e i “gesti” di cui hai parlato tu per passare bei momenti. Le finte amicizie crollano, ne ho viste crollare parecchie, ma le vere amicizie, i “mini fratelli”, quelle resteranno a vita e con il passare del tempo, se nutrite, diventeranno sempre più forti. E’ interessante come non avessi mai fatto caso ai limiti che poniamo all’amicizia, come se un rapporto non potesse migliorare sempre di più, i conoscenti rimangono conoscenti e così via… Mi è piaciuto molto questo articolo, la penso proprio come te, grazie per averlo condiviso 🙂

    • Ciao Elena, ti ringrazio di aver commentato il mio documento. Purtroppo tra noi maschi esiste ancora il detto: “hai un amico? Vedrai che quando avrà la tipa, ecco che potrai tranquillamente non vederlo più per tanto tempo”. Secondo me è un detto purtroppo azzeccato, proprio per indicare quanto la gente ritenga importante socializzare con amici con impegno, dedizione e fiducia. Riguardo ai pregiudizi, ritengo più che altro essere una rottura il controsenso riguardante gli attori, come ho scritto precedentemente nell’articolo, fossero problemi i pregiudizi!… Alla fine basta ignorarli, la conoscenza sconfigge i pregiudizi, diamo tempo al tempo.
      Verissimo ciò che dici riguardo i social. Dei tre amici, di NESSUNO ho la foto, ad esempio. Purtroppo molte amicizie vengono troncate nella loro evoluzione, mi fa piacere che tu non abbia mai fatto questo.

      • Ho commesso un errore di scrittura: “proprio per indicare quanto la gente NON ritenga importante socializzare…”

  2. Bellissimo il tuo testo Francesco! Proprio oggi riflettevo sul significato dell’amicizia. Sono d’accordo con te, è molto meglio avere pochi amici ma con i quali si crea un rapporto vero. Fondato sull’affetto e sulla costanza. Un rapporto che ti spinge a crescere e a migliorarti. Un rapporto che si porta avanti con il tempo e che continua a crescere. Grazie per averlo condiviso 🙂

    • Grazie Maya, sono molto contento che il mio articolo ti sia piaciuto e che condivida ciò che ho detto. Molto probabilmente in futuro scriverò un articolo chiamato: “L’amicizia, superare la simpatia”.
      Buona giornata!

      • Grazie Francesco, non vedo l’ora di leggerlo! 🙂

  3. Wow! Bellissima e profonda riflessione Francesco. Questo scritto fa davvero aprire gli occhi su una situazione a dir poco inquietante secondo me, riguardo la società di oggi. Credo che a scuola dovrebbero insegnare queste cose, sarebbero più utili di molti studi.

    • Ti ringrazio Silvia! E’ vero, è inquietante, si dà per normale che tra due persone dello stesso sesso non ci possano essere sentimenti (come se averne significasse essere dell’altra sponda, cosa che io non sono, e come se essere dell’altra sponda fosse sbagliato)… è inquietante, il brutto è che tutto va in sfavore a persone come me, che si devono farsi lunghe ricerche per trovare un amico degno di tale nome.
      E’ vero, purtroppo la scuola non insegna tanto riguardo le relazioni sociali.

  4. L’amicizia come l’amore ha moltissime sfaccettature. Ci sono le persone che ti stanno simpatiche, come hai detto giustamente tu, ci sono amicizie temporanee perchè magari si frequenta la stessa attività o la stessa scuola o ancora perchè poi si cambia e quindi lo fa anche il rapporto, portando a un distanziamento. Poi ci sono le amicizie vere e durature che purtroppo non tutti conoscono, quelle che ti cambiano profondamente. Ed è bellissimo, perchè anche se viviamo in paesi diversi, quando rivedo i miei migliori amici è come se non fossimo mai stati lontani, a loro posso raccontare tutto e voglio bene in un modo molto speciale. L’amore che provo per loro è diverso da quello che si prova per il proprio fidanzato, ma non per questo meno intenso. E anche nell’amore di coppia ci dev’essere amicizia; in fondo sia nell’amicizia che nell’amore si tratta di persone che abbiamo scelto, con cui ci sentiamo affini e verso cui proviamo sentimenti molto forti. Poi nell’amore di coppia c’è anche l’attrazione sessuale e una serie di altri aspetti, ma ho sempre pensato che il fidanzato è prima di tutto un amico. La distinzione non è così netta, infatti ci sono amicizie che si trasformano in amore e amori conclusi che rimangono amicizie. Credo che l’importante sia non metterci limiti come quelli legati ai pregiudizi secondo i quali le dimostrazioni d’affetto tra amici non vanno bene. Dipende tantissimo dalla mentalità e dalla cultura del luogo in cui vivi, infatti io sono nata e cresciuta in Italia, abituata per lo più a stringere la mano, mentre quando mi sono trasferita in Spagna tutti si davano abbracci, anche tra maschi. Che gli uomini non possano abbracciarsi perchè altrimenti perdono la loro virilità è una grandissima cavolata. Si tratta di abituare gli altri al fatto che sia qualcosa di normale 😉

    • Esatto Bianca, ho avuto (non dico fortuna perchè non è proprio fortuna) l’occasione di avere amici semplicemente veri, e me li sono, direi, guagagnati. Indubbiamente, l’amore che si prova per la/il propria/o compagna/o non è infatti perforza più intenso rispetto a quello per i propri amici o le proprie amiche. La questione dei limiti è secondo me la più importante, come già detto prima davvero troppe persone non danno quel poco in più che frutterebbe molto. Che bello che in Spagna si abbracciano tutti, è un gesto molto bello e che apprezzerei molto, quà invece è molto rifiutato, purtroppo (parlando sempre riguardo le amicizie), soprattutto nelle relazioni maschili, mentre noto che nelle relazioni femminili certe volte, anzi, piuttosto spesso, c’è una fisicità che noi maschi ce la sognamo. Il discorso virilità è davvero inutile e insensato, come dici tu.
      Grazie Bianca del tuo commento, molto bello e completo!

      • Grazie a te per l’articolo e per aver parlato di quest’argomento 🙂

  5. Thank you for this post. Its very inspiring.

    • Thanks! I hope you have understood my article 🙂

  6. Ciao Francesco! Quello che affermi nell’articolo è proprio vero. In pratica oggi la parola simpatia è stata sostituita dalla parola amicizia, proprio perchè, come dici, la gente chiama amico anche una semplice conosenza con cui magari scambia 2 battute una volta ogni 2 mesi o che vede spesso ma in maniera molto superficiale. A volte anche io uso erroneamente il temine amico senza rendermeno conto!

    • L’importante non è come chiami il tuo amico, ma come lo consideri, per cui non ti preoccupare di questo

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