Anni ’80

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Cara Angel quello che vorrei raccontarti degli anni 80 è soprattutto della sensazione di libertà che provavo in ogni momento. Quindi un’Italia vista dai miei occhi di bambina o ragazza. Compirò cinquant’anni tra un mese e ricordo che negli anni 80 facevo le elementari e poi ho iniziato le scuole medie. Stavo tutte le sere fuori a giocare con mio fratello e i miei amici d’estate. Davanti e dietro casa mia c’era un enorme campo di grano e il nostro gioco preferito era correre in mezzo al campo tagliato, (con i rami secchi che ci tagliavano le caviglie…) nasconderci dietro le balle di fieno, raccogliere per terra le pannocchie cadute dalla trebbiatrice, per riempirci la bocca di chicchi di grano per poi sputarli fuori dalla cerbottana. Lo so sembra uno schifo raccontato così, ma era un divertimento grandissimo riempirsi la bocca e centrare i miei avversari e poi correre ovunque senza pericoli. Passavo le giornate a giocare, durante l’intervallo alle scuole elementari ricordo che quando aprivano le porte cominciavo a correre come una disperata e facevo due giochi in particolare: o andavo dalle bambine e saltavo con l’elastico (quello usato per tenere su le mutande..) e quindi l’elastico si spostava a tutte le diverse altezze dalle caviglie alle ginocchia, alla vita fino ad arrivare alle ascelle al collo e si saltava in maniera diversa. Oppure i maschi facevano una palla di carta con uno scotch molto grosso per tenerlo insieme e semplicemente mi mettevo in mezzo e giocavo con loro. La sera si giocava a nascondino e quando calava il tramonto e tutto diventava più scuro… tutto diventava più divertente anche se era molto facile finire il gioco con le gambe a macchie rosse in rilievo a causa delle ortiche ovunque! Che male!!!! Ma poi si tornava dentro! Ad una certa ora poi si sentivano le urla delle mamme a tarda sera che ci richiamavano, ognuno nelle proprie case quando tutto era diventato buio e non ci si vedeva più… Mi commuovo a raccontarti di questa situazione perché dove abito io non può più esistere purtroppo, ora non capita più di vedere bambini che giocano insieme e fanno gruppone e urlano… ma sono tutti attaccati ai telefonini o alla televisione nel tempo libero. Davanti a casa mia già quando ero circa ventenne sono state costruite un sacco di villette a schiera. Mentre prima guardando fuori casa potevo vedere i campi sia davanti che di dietro, da allora da entrambi i lati si vedevano soltanto case. Prima potevo aprire la finestra e girare nuda per casa perché non c’era nessuno intorno, mentre poi, con le nuove costruzioni, le persone appena arrivate guardavano direttamente dentro casa mia. É come se tutto negli anni si fosse rimpicciolito. La sera andavo ad atletica con la bicicletta e comunque questo era il mio unico mezzo di locomozione e arrivavo dappertutto. Sentivo l’odore fresco dell’erba tagliata quando uscivo a correre con i miei compagni, il divertimento più bello era mettere le magliette bucate e i fuseau (i leggings di oggi..) magari tagliati a mano con la forbice, eri più figo se ti vestivi un po’ più sbadatamente…

Ti racconto queste cose perché esattamente come tutti gli spazi si sono rimpiccioliti, ora non è più ideale girare da soli la sera! Vedo mia figlia che ha una paura incredibile a spostarsi da sola appena cala il buio. E per quanto riguarda l’abbigliamento, è inutile che ti dica che l’immagine e ciò che si indossa ultimamente conta più per i ragazzi molto giovani di quello che in realtà si è dentro…Il possedere cose è diventata un bisogno primario. Per quanto riguarda la chiesa non ho mai fatto parte del gruppo dell’oratorio, non mi è mai piaciuto andare in chiesa e per quanto riguarda la mia esperienza personale da molto giovane, ricordo soltanto di un prete molto carino fisicamente, che è stato allontanato perché sembra avesse avuto una storia con una ragazza che frequentava l’oratorio. (Ovviamente allontanato non scomunicato… e poi non si poteva più toccare l’argomento). Ricordo la chiesa come un’istituzione che dava degli ordini, che bisognava seguire per essere ammessi all’interno di un gruppo. Le suore (altra meravigliosa categoria) molto rigide, sempre arrabbiate… quando sono stata obbligata a fare catechismo ai tempi dell’elementari, ricordo un episodio in cui la suora che ci faceva lezione, appena entrati in classe, aveva sentito qualcuno parlare di un film molto famoso ai tempi dal titolo “Uccelli di rovo” e lei come prima cosa (prima di salutarci) addirittura aveva cominciato a parlare male di questo film, perché chi l’aveva pensato era un eretico!

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Aveva fatto sentire in colpa tutti quelli che lo stavano guardando (tutti!). La trama del film era più o meno che il prete aveva avuto una storia con una donna e quindi lei era indignata per quello che raccontava il film, e per noi che ne stavamo parlando. Infatti aveva voluto sapere il nome di chi ne stava parlando e questa persona era stata messa in punizione e poi allontanata dall’aula. Come volesse essere una punizione esemplare. Poi ha voluto parlare con i genitori dicendo che fosse disdicevole che ragazzine della nostra età guardassero quel genere di film perché non poteva esistere questo atteggiamento…. E tutti a sentirsi in colpa…. E tutti a guardare il film!!! Chissà perché prendersela così tanto pensavo… “era solo un film!” Invece ora so che magari tentava in qualche modo do coprire lo schifo che la chiesa copriva e copre. Vorrei raccontare un evento di cui sono appena venuta a conoscenza. Si tratta di una donna di quarant’anni che mi ha raccontato con tante difficoltà, di essere stata molestata e violentata da un prete. Siccome era sempre silenziosa, e molto timida alle medie, il prete della sua parrocchia aveva consigliato a sua madre di portarla da lui tutti i pomeriggi perché aveva bisogno di essere esorcizzata, a suo dire. La mamma, molto intelligentemente la obbligava ad andare da lui tutti giorni… Non è mai entrata nei particolari ma ancora oggi fa fatica a lasciare andare le molestie di quell’uomo schifoso. Ha provato a dire qualcosa alla madre che però era depressa e non le ha creduto. Quella ragazzina, tanto ha fatto finché a 15 anni è riuscita a trasferirsi in un’altra città a vivere con una ragazza che faceva l’Università, per frequentare una scuola superiore lontanissima da casa. Penso che sia stata molto coraggiosa e so che sta lottando ogni giorno contro quell’esperienza che le ha lasciato dei segni molto forti. Mi sono talmente arrabbiata che ho provato ad andare in CTM con quel prete per “martellarlo” come potevo… Spero in qualche modo che sia servito a qualcosa. Ovviamente a lei non ho detto niente. Non mi è mai piaciuta la chiesa, e quel finto buonismo che accompagnava tutti coloro che la frequentavano lo odiavo ancora di più. Come fossero tutti già santi perché andavano in chiesa e soprattutto giudicanti verso il resto del mondo. D’altro canto la chiesa racconta falsità e giudizi che sono oltremodo lontani dalla realtà!!!! Tutti si sentono quindi di poter giudicare gli altri. A distanza di metri si sente la puzza della menzogna.

 

monicsme

 

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