TESTIMONIANZA SOFIA COSTANTINO

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(Data decesso: 27 GENNAIO 2022)

Voglio testimoniare la storia di una giovane donna, una ragazza siciliana di 23 anni madre di una bimba di 2 che ha trovato l’epilogo della sua esistenza a causa di un “vaccino” che nemmeno voleva fare. (https://www.fattieavvenimenti.it/malore-improvviso-muore-una-mamma-di-23-anni-lascia-una-bimba-di-due-anni/) “Sono giovane, che mi serve farlo?” raccontavano dicesse spesso nel periodo in cui cominciavano ad aprire gli hub vaccinali. Lo Stato ad un certo punto si rese conto che in pochissimi avrebbero aderito alla campagna vaccinale (anche perché la suddetta campagna vaccinale mostrò tante di quelle contraddizioni che molti dubitarono spontaneamente della sua veridicità e della sua validità: per esempio prima si asseriva con certezza assoluta che servisse una singola dose per risolvere definitivamente la questione, poi le dosi sono diventate due, poi tre, a breve quattro, si è parlato di richiamo annuale, ecc.) che aveva letteralmente bombardato le televisioni e i social media, per i motivi più disparati: c’era chi aveva deciso di non fare l’iniezione per una scelta puramente personale, chi ne avesse una legittima paura o chi, come Sofia, era perfettamente sana e non vedeva l’utilità di sottoporsi ad un trattamento sanitario per combattere un qualcosa che avrebbe potuto tranquillamente superare con il proprio sistema immunitario. Vista la giovane età e la perfetta forma psicofisica perché temere quello che si presentava come un semplice raffreddore? In fondo erano gli stessi scienziati “di regime” a dire che, nel contrarre il virus, rischiassero UNICAMENTE le persone molto anziane e con diverse patologie pregresse. Dunque Sofia, come tanti, non vedeva l’utilità di iniettarsi una sostanza che, non va dimenticato tra le altre cose, nemmeno preveniva il possibile contagio (nonostante all’inizio i cosiddetti scienziati affermarono con la solita assoluta certezza, poi ovviamente smentita dalla realtà, che il contagio sarebbe stato arrestato e bloccato del tutto). Così il governo impose una legge di inequivocabile stampo nazista e dittatoriale per costringere l’intera popolazione a vaccinarsi contro la sua volontà: chiunque avrebbe voluto andare a lavorare (sia nel settore pubblico, sia in quello privato) avrebbe dovuto esibire obbligatoriamente un Green Pass all’ingresso del luogo di lavoro, una sorta di “certificazione” rilasciata dallo Stato dove si attestava l’avvenuta vaccinazione contro il COVID19. Senza di essa non si poteva entrare nella struttura e dunque lavorare, perdendo di conseguenza lo stipendio e venendo minacciati persino di licenziamento (nonostante l’illegalità della minaccia e l’illegalità del possibile licenziamento, ma si giocava sulle paure delle persone per costringerle all’inoculazione). Si creò di conseguenza un feroce cortocircuito nei diritti costituzionali delle persone: in pratica non si era obbligati (secondo la legge stessa!) a fare il vaccino ma, qualora non venisse fatto, veniva negato l’accesso non solo alla vita sociale (avevano impedito ai non vaccinati persino l’accesso a strutture di svago, ai mezzi pubblici, avevano impedito qualunque cosa!) ma veniva negato persino l’accesso al mondo del lavoro e dunque veniva negata la possibilità di mantenere sé stessi e la propria famiglia. La cosa davvero beffarda è che, dopo l’iniezione, la persona soggetta alla vaccinazione era costretta a firmare, nell’hub vaccinale, un foglio dove asseriva che era stata una sua scelta personale procedere all’iniezione del vaccino visto che, come detto, non era obbligatorio vaccinarsi per forza.

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Sofia, essendo una madre single le cui condizioni economiche erano state pesantemente colpite dal lockdown totale dell’Italia indetto nel Febbraio 2020, rimase molto spaventata dall’idea di non riuscire a mantenere più la sua adorata bambina e così cedette a questo vile ricatto. Partiamo dall’inizio per fare chiarezza su chi fosse Sofia. Sofia, come dicevo poc’anzi, aveva 23 anni ed era sana come un pesce. Mai nemmeno una parvenza di un problema, non lamentava mai nessun dolore, nessun fastidio, nessuna problematica. Mai un mal di testa, un mal di stomaco: chiunque la conoscesse era solito dipingerla come il ritratto della salute. A testimonianza di ciò, tra i vari messaggi di cordoglio in sua memoria scritti dopo il decesso si può facilmente leggere di come Sofia affrontasse la vita con il piglio giusto, sempre sorridente, serena, felice. Sul suo profilo Facebook personale, rimasto aperto e dunque facilmente accessibile a chiunque, è possibile leggere i suoi pensieri scritti, anche pochi giorni prima della morte, dove emergeva chiaramente una forza paragonabile a quella di un uragano; traspariva nitidamente di come progettasse di girare il mondo con la sua piccolina, di come avesse voglia di vivere il suo presente, di come bramasse un nuovo amore, di come si sentisse sprizzante di euforia all’idea del domani. Inoltre era molto nota nel paese, aveva lavorato in due dei bar più noti della zona; tutti la conoscevano e tutti conoscevano, appunto, la sua perfetta condizione di salute. Il 27 Gennaio 2022, alle prime luci dell’alba, un malore fatale la colpii mentre si preparava per cominciare l’ennesima giornata lavorativa. (https://www.notizie.it/sofia-costantino-morta-per-un-malore-improvviso-lutto-a-termini-imerese/) La notizia aveva scosso nelle fondamenta la popolazione della cittadina proprio per il suo insospettabile arrivo: com’era possibile che una donna così giovane, così in forma e così sana improvvisamente avesse un malore che l’uccidesse sul colpo? Non era normale che qualcosa di così violento impattasse così forte su vite così giovani e così ben curate. Si sono fatte subito tante e stupide illazioni. Molti spingevano (nonostante la ragazza fosse molto conosciuta, come dicevo) a credere che fosse in realtà una ragazza molto malata e che dunque il malore fosse giunto unicamente a causa della sua precaria condizione tenuta nascosta; queste accuse vennero prontamente smentite dalla famiglia stessa che si dichiarò disgustata da queste malelingue. In fondo non c’era nemmeno bisogno della smentita ufficiale, era fin troppo evidente agli occhi di tutti quale fosse la verità. Per le strade del paese si cominciò così a vociferare che, in fondo, fosse normale morire così giovani d’infarto, e che in fondo è sempre successo di spegnersi da un giorno all’altro; diffidiamo costantemente di chi vuol far apparire le cose di questa portata come “normali” perché non lo sono affatto! E diffidiamo di chi un giorno dice tutto e il giorno dopo il contrario di tutto senza nessun motivo che giustificasse il cambiar idea così radicalmente. Una sua vicina di casa, che era anche una sua grande amica (stanca dei continui commenti su come fosse “normale” morire così giovani e stufa di come la giovane donna prematuramente scomparsa venisse tacciata di ogni malattia possibile e immaginabile), ammise in un post su Facebook che Sofia, un giorno o due prima del decesso avesse fatto la terza dose di vaccino https://www.adhocnews.it/sofia-costantino-morta-a-24-anni-per-un-problema-cardiaco-3a-dose-appena-fatta/). La madre di Sofia, successivamente, confermò lei stessa (in un post pubblico su Facebook) che Sofia avesse fatto l’ennesima dose (del vaccino Moderna) controvoglia proprio perché obbligata dal ricatto lavorativo (https://www.facebook.com/photo/?fbid=656276702307282&set=gm.519630806277257) visto che il timore di far vivere delle mancanze alla sua bambina la spaventasse terribilmente dopo due terribili anni di privazioni dovute alla fase iniziale della pandemia. “Ho mal di testa, mi viene da vomitare, non ho le forze, mi sento come se mi stessi spegnendo” raccontano che dicesse immediatamente subito dopo l’iniezione della terza dose ed anche il giorno successivo. Non andò al pronto soccorso perché, raccontano, volesse aspettare qualche ora per vedere se questi strani dolori comparsi dal nulla si attutissero.

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Saltò dunque quel giorno di lavoro talmente stava male, cosa inusuale per lei che trovava linfa vitale proprio nel contatto con le persone che tanto l’amavano, e restò sdraiata a letto nella speranza che quei tormenti le dessero tregua. Finché giunse, il giorno dopo, quella tragica e fatale mattina del 27 gennaio. Aveva deciso, nonostante il dolore fosse rimasto persistente, di provare ad andare al lavoro (visto quanto la sua figura fosse indispensabile per portare avanti l’attività) ma mentre si preparava si accasciò a terra per non rialzarsi mai più. L’autopsia non è stata particolarmente di aiuto per venire a capo delle cause, accenna solo ad un problema cardiaco senza specificare il motivo scatenante dell’evento. (https://palermolive.it/sofia-costantino-termini-imerese-autopsia-problema-cardiaco/) La famiglia, da allora, non ha rilasciato altre dichiarazioni perché, come scritto da loro stessi nell’esposto precedentemente linkato, ha poi sporto denuncia nella speranza di avere giustizia.

 

Vitty

 

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