Se ascolti si raccontano

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Negli ultimi mesi, da persona “non vaccinata”, ho notato un meccanismo molto particolare. Se qualcuno viene a sapere della mia scelta di non aver mai fatto in questi due anni neppure una dose del Siero contro il fantomatico virus che va tanto di moda nel 2020-21-22, mi ritrovo circondata da giudizi, da persone che cercano di convincermi in tutti i modi a farmi fare il “vaccino”. Le frasi sono più o meno le solite: “Sicuramente ti sarai pentita della tua scelta”, “ma come fai a vivere senza”, “ma come hai fatto sino ad oggi”. O al massimo insulti del tipo “sei un irresponsabile”, “è per colpa di quelli come te che i vaccinati si stanno contagiando e morendo”, “codardi che avete paura del vaccino, se lo abbiamo fatto noi dovete farlo anche voi” etc, che senza considerare la mancanza di senso e logica in queste frasi rimandano tutte allo stesso obiettivo: giudicare male la persona che non si è fatta inoculare il siero e se possibile, cercare di convincerla a farlo, con le buone o le cattive. Ma con le persone che non sanno che non sono sierata, quindi conoscenti o persone incontrate in giro che non sanno e danno per scontato che anch’io abbia fatto il “vaccino”, la situazione è completamente diversa. Le persone ultimamente iniziano ad aprirsi e a confidarsi molto di più su questo argomento, ma solo quando credono che anche tu come loro, ormai, ti sia sottoposto al siero. Ed è così che parlando con la parente di un’amica, incontrata casualmente davanti a casa sua, che mi conosceva quando ero bambina ma oggi non sa più nulla di me, mi confida che con la prima dose le è venuto il fuoco di Sant’Antonio, malattia dolorosissima e peggiorata con la seconda e terza dose, che l’aveva tenuta in casa per dei mesi e la faceva sentire malissimo. Era ben consapevole che fosse a causa del vaccino e me lo raccontava proprio per quel motivo! In questi mesi tante, troppe persone hanno subito e possono raccontare degli effetti avversi di questi sieri, basta decidersi ad ascoltare le persone. Ancora meglio se non sanno che non sei inoculato, perché molti si vergognano della loro scelta e invece di ammetterlo e raccontare la verità per salvare le persone che ancora non si sono fatte il “vaccino” e sono ancora sane, spesso tacciono o cercano di convincerle a farlo per non sentirsi gli unici polli a essere cascati in questa scelta sbagliata. Per fortuna non tutti sono così, e tanti stanno iniziando a rendersi conto della correlazione tra i problemi di salute che gli sono comparsi dal nulla e la punturina. Basta solo parlare con le persone e ascoltarle. Così ti ritrovi a fare due parole con l’elettricista, e scopri che da quando ha ricevuto la prima dose prova tutto il tempo dei mal di testa fortissimi, come se avesse qualcosa che gli si infila nel teschio e gli stringe il cervello in una morsa. E il dolore è aumentato con la seconda dose. La stessa settimana facevano dei lavori dai miei nonni e li ho aiutati a gestirli. Fai quattro chiacchiere con l’idraulico prima che vada via, e scopri che anche lui sta avendo mal di testa insistenti, penetranti. Non ne aveva mai sofferto in vita sua, sono iniziati con la prima dose e peggiorati con la seconda. Il giorno dell’iniezione si sentiva il braccio intorpidito, durante la giornata la sensazione fastidiosa di intorpidimento e bruciore si è diffusa per il corpo ed è arrivata in testa. Dopo qualche giorno il dolore al corpo quasi non lo sentiva più, ma il bruciore alla testa gli stava rovinando le giornate, non riusciva a mandarlo via in nessun modo e gli causava insonnia e incubi notturni. Entrambi mi dicevano: “sei giovane, non fare l’errore di continuare con le dosi e rovinarti la vita”. Chissà se avrebbero avuto la volontà di aprirsi e raccontarmi queste cose se avessero saputo che io non ero cascata nel tranello. Mi sembravano in fondo brave persone, e spero che si rendano conto che più del proprio ego è importante aiutare gli altri a salvare le proprie vite, e accortisi del loro errore, oggi usino la loro brutta esperienza per aiutare più persone possibili a evitare di sottoporsi anche solo alla prima dose!

 

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Dopo di loro, una collega dell’azienda dove sto lavorando da pochi mesi, una donna di 47 anni con cui ho poco a che fare durante la giornata lavorativa ma che mi ha presa molto in simpatia. L’altro giorno è passata in ufficio e, nel salutarmi, mi ha toccato la spalla. Aveva la mano gelida, io ho riso e gliel’ho fatto notare per fare due parole di convenevoli e una risata insieme. Lei però si è incupita, ha abbassato la voce così da non farsi sentire dagli altri colleghi in quella stanza e mi ha confidato

che è così da quando ha fatto il “vaccino”. E il problema sembrava essere molto più grave di avere solo le mani fredde. Se ne è accorta l’inverno precedente, quando andando a prendere di sera suo figlio da un amico per riaccompagnarlo a casa, le sue mani erano talmente fredde che non riusciva più a muoverle, a chiuderle sul volante, erano così rigide e bloccate che faceva fatica a mantenere il controllo sul veicolo. Ha preso un grande spavento ma per fortuna sono riusciti ad arrivare a casa senza fare incidenti. Subito dopo questo episodio andata a farsi controllare dal suo medico, perché è strano che appena fa leggermente più freddo, le sue mani non si limitano a raffreddarsi come succederebbe a chiunque altro, ma si bloccano come se fossero in ipotermia grave, non riesce a muovere le dita neppure di un millimetro. A quanto mi ha detto il medico le ha dato dei farmaci per fluidificare il sangue e le ha raccomandato di stare molto attenta a prendere freddo a mani e piedi, perché le sarebbe bastata una temperatura che per chiunque altro sarebbe comunque accettabile per subire le conseguenze dell’ipotermia grave. Quando lei gli ha chiesto se la conseguenza poteva essere correlata al vaccino, il medico è rimasto in silenzio per un attimo, e poi le ha risposto: “non lo posso certificare”. Con un tono i cui sottintendeva che fosse molto probabile, ma che se lo avesse detto avrebbe rischiato qualcosa, comunicando molto di più con quella mezza frase che con mille parole.

Basta uscire e incontrare persone e decidere di ascoltarle, per conoscere valanghe di testimonianze di gente danneggiata e rovinata da questi sieri. È facile venirne a conoscenza perché sono tanti, ed è proprio questo che lo rende così spaventoso. Non possiamo ignorare tutte queste testimonianze, e sarà importante ricordarle ogni volta che cercheranno di ricattarci: qualsiasi cosa ci possono togliere non sarà mai importante come la nostra vita che questi Sieri hanno tolto a sin troppe persone, come la nostra salute, come la dignità di sapere che grazie al nostro atto di resistenza potranno salvarsi anche numerose altre persone!

 

Bluerose

 

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