DANNI PSICOLOGICI DOPO IL TAMPONE

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Nel triennio 2020/2022 durante la pandemia mondiale denominata Covid 19 lo strumento diagnostico per eccellenza è stato il tanto famigerato “TAMPONE”, un dispositivo medico nato con altri scopi ma diventato in poco tempo famoso per rilevare una presunta positività al virus SarsCoV2. Sono stati detti e fatti un’infinità di controsensi su questo “mezzo” ed è stato abusato fino all’inverosimile. Esistono diversi tipi di tampone, da quello molecolare (test PCR a loro dire il più veritiero) a quello rapido e quello salivare, ma lo scopo è comune a tutti quanti ossia trovare all’interno dell’organismo tracce e quindi presenza di questo virus, infilando un lungo bastoncino (simile al cotton fioc) all’interno della cavità nasale fino a raggiungere la faringe, con una manovra altamente invasiva e dolorosa, tanto da raggiungere la membrana cellulare del cervello e penetrarla in alcuni casi.

Molte persone in questi anni si sono affidate a questa prassi per farsi diagnosticare la malattia e molte altre sono state obbligate dal Governo a svolgerla ogni 48 ore per poter lavorare, se sprovvisti di vaccino. I danni che questa pratica ha portato sono evidenti su tanta gente, da perdite di sangue dal naso a capogiri e anche nausea e vomito, ma quello che voglio raccontare è un cambio di personalità con conseguente indebolimento fisico.

 

Il primo è un ragazzo di 34 anni, non vaccinato, dipendente lavorativo del mio compagno.

Premesso che il suo datore di lavoro (anche lui non vaccinato) non gli ha imposto di presentare il lasciapassare (cosiddetto Green Pass) per lavorare ed anzi lo ha spronato a disobbedire a queste stupide regole, il ragazzo ha iniziato a fare qualche tampone per partecipare a delle feste e per entrare nei ristoranti. Inizialmente si presentava in farmacia per effettuare il test un po’ perplesso e con la paura addosso, ma con il tempo ci ha talmente fatto l’abitudine che ogni tanto si faceva un tampone per vedere se per caso fosse risultato positivo asintomatico, così da entrare in possesso di Green Pass da guarigione.

Lo conosco da anni e posso affermare che è sempre stato sanissimo e prima d’ora non ha MAI avuto un problema di salute, neanche un raffreddore, ma dopo tutti la serie di tamponi ha iniziato ad avere sempre più spesso mal di testa e una debolezza fisica che non aveva mai provato, a volte gli manca proprio la forza nelle braccia.

Non contento a gennaio 2022 si tampona più volte di seguito perché è stato a contatto con dei positivi e spera di aver contratto il virus per avere il tanto agognato lasciapassare verde, ne esce finalmente (per lui) positivo e fa la quarantena a casa dove però sta anche molto male. Ci tengo a precisare che questo malore è emerso solo DOPO aver fatto i tamponi, febbre molto alta e dolori alle ossa come non aveva mai provato in vita sua, la sensazione a suo dire era quella di essere rotolato giù da una montagna dentro ad una botte, ed anche l’idea di avere addosso qualcosa di artificiale, non una normale influenza.

Finita la quarantena rientra al lavoro ma non sembra più la stessa persona di prima, è spesso stanco e soffre di problemi intestinali anche a distanza di mesi, perde la concentrazione e soprattutto la memoria, è apatico a dismisura e molte volte bisogna riprenderlo perché anziché lavorare passa il suo tempo a giocare con il telefono cellulare (durante l’orario di lavoro come se neanche fosse lì). Questa ultima cosa mi ha lasciata basita, perché pur rendendosi conto che si trova sul posto di lavoro non riesce a staccare gli occhi dallo schermo, lo tiene vicino e ogni tanto butta lo sguardo, addirittura quando può tiene costantemente un auricolare wireless all’orecchio per non perdersi non so neanche io bene cosa, non è affatto normale.

E’ cambiato molto, parlare con lui è inutile perché non ha reazioni di nessun tipo, è un guscio vuoto, mentre prima potevi farci qualche discorso interessante. Sembra soffra di uno sdoppiamento della personalità, non saprei bene descriverlo ma fantastica su una vita diversa che non sta conducendo realmente ed è convinto di essere quell’altra persona nei suoi discorsi.

La situazione a mio parere è davvero grave, mi dispiace perché quando l’ho conosciuto era un ragazzo brillante con cui poter dialogare ed ora guardandolo è soltanto un robot lobotomizzato, lo si nota anche a distanza nel suo modo di muoversi e rapportarsi (poco!) con le altre persone.

Sono certa che questo suo cambiamento sia dovuto dopo aver fatto i tamponi e ciò comporta una grande riflessione riguardo questa pratica invasiva svolta su quasi tutta l’intera popolazione.

 

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La seconda storia è giunta a me di recente e riguarda la mia parrucchiera, 28 anni, vaccinata con 2 dosi ma estremamente contro il vaccino, dice che lo ha fatto sotto ricatto lavorativo ma si è pentita

tantissimo di aver accettato il sopruso dello Stato, anche se non ha avuto effetti avversi ed è sempre stata bene.

Mi racconta che è tutta la settimana che ha una forte tosse e per sicurezza verso le sue clienti (?) si è sottoposta ad una serie di tamponi fai da te, 4 nel giro di una settimana, tutti con esito negativo, aggiunge che si sente una stupida ad averlo fatto e a cadere ogni volta nel tranello dei sensi di colpa verso il prossimo, come a sentirsi in colpa nel caso fosse positiva e non lo dicesse, una manipolazione bella e buona le dico io. Dopo che abbiamo parlato di tutt’altro mi confessa che in passato soffriva di attacchi di panico, fin da quando era bambina, e che da un po’ di anni li teneva sotto controllo, anche durante la pandemia non ne ha avuti, proprio nel momento di massima debolezza mentale dove molti si sono sentiti sotto pressione iniziando a soffrirne sempre più spesso. Racconta che durante l’ultima settimana (quella dei numerosi tamponi) le è venuto un attacco di panico dal nulla mentre era tranquilla a casa sul divano e si è sentita morire, poi piano piano lo ha gestito e si è calmata ma non riusciva a darsi una spiegazione in merito all’accaduto, non c’era niente per lei che non andasse in questo periodo.

La spiegazione è molto semplice e a portata di mano, la colpa è dei tamponi e delle sostanze contenute al loro interno che scatenano reazioni latenti che il nostro organismo non provava più da tempo… le ho consigliato di rifletterci su e spero che la gente come lei la smetta una buona volta per tutte di alimentare questa pantomima da teatrino di pessima qualità!

 

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