Costretto a vaccinarsi per una vita normale

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Desidero raccontare questa testimonianza relativa agli effetti collaterali dovuti al vaccino Covid-19. Correva l’anno 2021, in piena campagna di vaccinazione di massa. La pressione mentale che veniva fatta allo scopo di far vaccinare il maggior numero di persone era pesantissima. Ogni giorno, a qualsiasi ora, se accendevi la televisione, ogni singolo canale parlava del vaccino Covid-19. La tesi sostenuta era uguale in ogni canale, non ce n’era uno che osasse sostenere una tesi differente. Il vaccino veniva fatto passare come la salvezza, come ciò che ci avrebbe fatto uscire dalla pandemia, mentre chi non voleva vaccinarsi veniva esplicitamente additato come criminale. Non c’era alcuna moderazione nei termini utilizzati contro i non vaccinati, i quali venivano offesi in modo molto esplicito dalle televisioni, con frasi come “bruciamoli tutti, dovremmo arrestarli, escluderli dal sistema sanitario” e altre varie minacce, arrivando addirittura all’idea di rinchiudere i non vaccinati in campi di concentramento. Ovviamente, queste frasi pronunciate in tv, venivano poi ripetute a pappagallo dai cittadini sostenitori del vaccino. In questo modo la popolazione è stata spaccata in due: coloro che sostenevano il vaccino e coloro che erano contrari. Anche i rapporti tra persone, che fossero relazioni di coppia, amicizie o rapporti familiari, venivano distrutti a causa della differente opinione sull’argomento vaccini. Quindi non vaccinarsi implicava anche la chiusura di numerosi rapporti sociali. Infatti molte persone contrarie al vaccino si sono vaccinate al solo scopo di mantenere le amicizie e i rapporti con le persone care. In questa atmosfera, erano poche le persone che ancora resistevano alla campagna di vaccinazione e tra queste c’era un mio amico, il quale era perfettamente allineato con il mio pensiero. Aveva capito che la pandemia era il pretesto per inserire sostanze nocive nei corpi delle persone tramite il vaccino, oltre che un modo per creare un nuovo mondo, una nuova forma di dittatura in cui i cittadini avrebbero perso completamente ogni tipo di libertà. Mi ricordo di una volta in cui eravamo insieme e lui mi disse che, nonostante tutto ciò che pensava riguardo ai vaccini, si sarebbe dovuto vaccinare per forza, sia per via dei genitori che gli facevano quotidianamente un’enorme pressione, sia per il fatto che non avrebbe più potuto lavorare, sia perché non sarebbe più potuto andare neanche a lezione all’università. Oltre a questo, i suoi amici erano tutti vaccinati e non sarebbero più usciti con lui se non si fosse vaccinato, anche perché senza il vaccino non sarebbe più potuto entrare nei bar, nei ristoranti, nei locali, salire nei mezzi pubblici e quindi neanche andare in vacanza con loro. Di conseguenza, per non rinunciare a tutto questo, ha deciso di vaccinarsi. Mi diceva che era molto triste, in quanto la scelta non era sua, ma era stato forzato su tutti i fronti. Questo è il modo in cui il Governo costringeva le persone a vaccinarsi: impedendogli di vivere e con le minacce sopra citate. Questo mio amico era sempre stato molto sportivo, allegro, energico e in salute. Un giorno, dopo aver completato la seconda dose di vaccino, mi mandò un messaggio dicendomi che era all’ospedale e che aveva avuto dei problemi, ma che i medici non sapevano dirgli da cosa fossero causati. In particolare si era riempito di bolle rosse su tutto il corpo, non aveva più la forza neanche di alzarsi dal letto e quando andava in bagno faceva feci bianche e urina rossa. Appena arrivato all’ospedale, a causa del fatto che aveva le bolle rosse lo mandarono nel reparto malattie infettive. Lo tennero su un lettino per tutto il tempo, ma oltre alle analisi non gli fecero niente, perché appunto non avevano idea di quale fosse il problema.

 

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Dopo molti giorni, i medici gli dissero che secondo loro il problema era legato al fegato e che c’era il sospetto che si trattasse di una malattia autoimmune legata al fegato. Al contrario di quanto si possa pensare, i dottori quando lo hanno rimandato a casa gli dissero che non avrebbe dovuto muoversi e che sarebbe dovuto rimanere completamente fermo per molto tempo, disteso sul letto. Lui si è rifiutato di ascoltare questo suggerimento dei medici, per fortuna, e ha ricominciato ad uscire piano piano. Ogni volta che usciva non aveva le forze per tornare a casa e infatti ogni volta chiamava genitori o amici per essere riportato a casa, in quanto non aveva proprio le forze di camminare. Continuando ad impegnarsi nell’uscire di casa e a muoversi il più possibile è riuscito a riprendere gradualmente le forze, ma anche dopo diversi mesi dall’accaduto vive con l’ansia, in quanto i dottori gli dissero che era molto probabile che avrebbe avuto delle ricadute e che queste sarebbero state molto più gravi della prima volta. Prima della vaccinazione era un ragazzo molto attivo, positivo, vivace ed esuberante. Adesso lo vedo molto spento, triste e avvilito, come se avesse perso la voglia di vivere.

 

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