Introduzione alla Medicina Naturale (1 parte)

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Il discorso sulla medicina naturale è ampio e complesso ed è impossibile riassumerlo. Mi accontenterò di fornire alcune informazioni confidando di poter approfondire insieme il tema, magari su qualche argomento specifico o su alcune problematiche particolari che toccano direttamente alcuni di noi. Ovviamente la medicina, per come noi la conosciamo, conserva solo in parte le caratteristiche di quella scienza che veniva usata nel lontano passato e che ha dovuto essere immolata alla causa delle multinazionali farmaceutiche. Ogni medicina naturale, dall’erboristeria, all’omeopatia, alla medicina Ayurvedica, allo sciamanesimo è stata denigrata e ridicolizzata a tal punto che difficilmente ci si affida a queste opzioni. Come sappiamo, essa viene chiamata anche “medicina alternativa”, ma a ben vedere, l’effettiva medicina alternativa è quella commerciale, perché le basi, le strategie di cura, gli ingredienti, sono ormai solo tecnologie, sperimentazioni e indagini di mercato.

La medicina ufficiale non cura la persona, cura il sintomo, l’organo, la parte di un corpo che diventa schematizzato, suddiviso in micro-parti, sezionato come se non fosse un insieme: come una macchina. Per questo non funziona. Apparentemente il sintomo è eliminato, l’organo risponde positivamente alla terapia. Ma mentre una rotella dell’ingranaggio si aggiusta, le altre cominciano a soffrire perché la medicina va in circolo e non viene coinvolto solo un organo ma l’intero organismo. Oggi imperano gli specialisti: chi cura il cuore non sa nulla dei reni, chi cura il fegato non sa nulla dei polmoni, e tutti questi non sanno nulla della persona intera.

Quando si parla di medicina naturale non si può generalizzare. Secoli fa, ma ancora piuttosto recentemente, le varie etnie presentavano diversi tipi di possibili patologie e i climi differenti, i modi diversi di vita e la diversa alimentazione richiedevano cure specifiche, che non si potevano adattare ad altre popolazioni. Questo significa che non si può prendere un’aspirina e portarla in Africa per curare un raffreddore. Voi non sapete forse che ha fatto più morti il riso bianco per sfamare i popoli africani che le epidemie di morbillo. Alcuni popoli mancano o eccedono in enzimi diversi dai nostri: dar loro una medicina delle nostre equivale a farne strage. E questo è ciò che è accaduto. Lo stesso discorso vale per noi: una medicina naturale proveniente dalla Cina, ad esempio, potrebbe non essere adatta al nostro organismo. Piante tropicali provenienti da altre regioni climatiche potrebbero recarci più danni di quanto immaginiamo. L’aumento spropositato di allergie non solo ai farmaci ma anche alle piante è un segnale cui bisogna prestare molta attenzione. I sudamericani che vengono a vivere in Italia sono le prime vittime delle allergie alle nostre piante. I pollini della loro vegetazione non provocano allergie, hanno particelle troppo voluminose per essere inglobate nell’organismo e quindi le allergie non vengono provocate. Che effetto farebbero su di loro le piante usate da noi per curare naturalmente qualche loro problema di salute? L’allergia all’ananas, ad esempio, è molto diffusa. Personalmente se mangio ananas mi contorco dai dolori addominali come se avessi assunto arsenico, eppure, nella maggior parte degli integratori antinfiammatori naturali c’è la bromelina, una sostanza estratta dall’ananas che può ovviamente essere dannosissima in caso di allergia all’ananas latente o manifesta. E il bicarbonato? Lo sapete che sono stati demonizzati ricercatori che hanno affermato che il semplice bicarbonato dal costo bassissimo può curare il cancro perché questa malattia si sviluppa in ambiente acido, quello provocato dalla nostra alimentazione a base di proteine animali eccessive e dal nostro inquinamento, e il bicarbonato ha azione alcalinizzante sull’intero organismo? La medicina naturale reale è una medicina regionale, dove per regione si intende regione o fascia climatica. Inoltre, l’eccesso di sostanze “naturali” inserite nei cibi porta ad una sensibilizzazione ulteriore dell’organismo, in modo tale che quando si assume un’erba innocua di per sè, l’organismo già esposto in modo anomalo ad essa, reagisce violentemente.

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Questa premessa significa soltanto che è necessario riflettere sui significati, prima di esaltare o demonizzare sostanze che identifichiamo come “naturali”. L’omeopatia ad esempio, si basa su principi particolari: si dice che se non fa bene non fa nemmeno male. Ma non è proprio corretto. La medicina omeopatica si basa sulla memoria dell’acqua e sulla dinamizzazione del prodotto in una parte infinitesimale. L’arsenicum album, la stricnina, le piante velenose, lasciano solo una traccia virtuale nell’acqua in cui vengono dinamizzate. Spesso il farmaco omeopatico ha effetti sbalorditivi, ma deve curare i sintomi a lui simili. Il sintomo principe dell’arsenico è il bruciore intollerabile. Se questo è quello che si prova in patologie precise, l’arsenicum lo farà sparire in un batter d’occhio. Ma se questo farmaco sarà preso a dinamizzazioni errate il bruciore verrà provocato e potrebbero esserci conseguenze inaspettate.

In questo campo il fai da te è da escludersi. Esistono tante medicine naturali quanti sono i popoli e forse di più, ma tutte hanno una cosa in comune che le differenzia totalmente dalla medicina ufficiale: curano la persona intera, l’individuo malato nella sua specificità, l’essere umano col suo vissuto, col suo modo di essere, con i problemi e le difficoltà. Carlo non è Luca. A Carlo non va bene la stessa medicina di Luca. Non va bene lo stesso rituale, non va bene la stessa miscela. A grandi linee si può operare su un’infezione, su una ferita, si può agire d’urgenza nello stesso modo, ma poi si deve differenziare. Se poi Carlo è un nativo americano o un africano o un giapponese, allora le cose sono ancora differenti e più complesse. La psicologia inoltre differisce profondamente da popolo a popolo, ma anche da vissuto a vissuto. La storia passata ha un significato importante e crea individui assolutamente unici. Le differenze sono un dono di Dio. Servono ad imparare più cose, a capire più persone, ad entrare in contatto con la varietà della vita.

Parlare di medicina naturale dicendo “ho mal di testa, cosa posso prendere?” equivale a rispecchiare pari pari l’errore della medicina ufficiale. Da cosa ti viene il mal di testa? Chi sei? Come vivi la tua vita? Sei soddisfatto? Di che nazione, regione, paese sei? Che governo hai? Vivi in città o in campagna? Hai animali? E molto altro ancora. La medicina naturale è un’arte per la vita. E’ creare capolavori che poi non avranno più bisogno di alcuna medicina perché saranno individui soddisfatti, forti, e che avranno superato le tempeste che il mondo sta oggi passando. Conoscerla e praticarla equivale a supportare il proprio corpo umano fino a quando non avremo più nulla da curare. Perché la malattia è un programma, è un’anomalia non necessaria e non inevitabile.

 

Yousei

 

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1 Commento

  1. Grazie Yousei per questa premessa, molto interessante:) non conosco minimamente queste cose ma sono d’accordo sul fatto che bisogna andare alla radice dei problemi e non curare la manifestazione in sè del problema

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