Leggenda del fantasma del castello di Duino (Trieste – Fvg)

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Anni fa, insieme ad un’amica, sono andata a fare una bellissima passeggiata in zona Trieste: un sentiero immerso nella natura che parte da una spiaggia, sale sulla scogliera a ridosso del mare e dopo 2 km (passando anche per bunker segreti della seconda guerra mondiale) conduce all’attuale castello di Duino e alle rovine del vecchio castello, anch’essi situati su degli speroni a picco sul mare.


Arrivate a destinazione, la mia amica mi ha raccontato che c’è una triste leggenda che riguarda il vecchio castello, il quale viene anche chiamato “la Rocca della Dama Bianca”.

La Dama Bianca era una nobildonna dolce e gentile, fedele ed innamorata del suo consorte il quale, tutto all’opposto, era una persona malvagia, gelosa, tendente all’ira e al vizio del bere. Essendo molto geloso, il cavaliere era ossessionato dall’idea e dalla paura che un altro nobile potesse provare a conquistare la sua bellissima moglie. Paura però infondata: lei aveva occhi solamente per lui, nonostante molti corteggiatori si fossero fatti avanti mentre il marito era lontano in qualche battaglia. Egli infatti doveva spesso assentarsi dal castello per andare in guerra, mentre la sua sposa lo aspettava pazientemente.

Ad ogni ritorno, però, all’orecchio del cavaliere arrivavano varie voci (infondate) sul fatto che sua moglie si fosse concessa a uno o più corteggiatori. Ad ogni suo ritorno, quindi, il cavaliere diventava sempre più violento e iracondo con la sua dama. Ma ella restava sempre fedele e innamorata di lui, nonostante i costanti insulti. Neanche quando lei partorì il loro primogenito lui si convinse del fatto che la moglie gli era fedele e che lo amava davvero.

 

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Una notte, di ritorno da una delle sue battaglie e dopo qualche otre di vino di troppo, il marito della Dama Bianca iniziò un forte litigio che sfociò in dramma, ovvero buttò la dama giù di forza dal dirupo del castello.

Esterrefatta, negli ultimi pochi secondi di vita e mentre precipitava, la dama guardò il cielo ed emise un grido di disperazione e di aiuto. L’aiuto arrivò: secondo la leggenda, qualche attimo prima di toccare il mare, le divinità del cielo si impietosirono per la sorte della dama e la tramutarono in pietra.

Una pietra alquanto strana, che si può ancora tutt’oggi ammirare presso il castello, a filo del mare: una pietra bianchissima, che sembra davvero una donna rannicchiata avvolta in morbide vesti. C’è chi dice di averla vista tramutare di notte in una bellissima donna vestita di bianco, e ritornare pietra all’alba.

Oltre a ciò, varie dicerie raccontano della luce di un candelabro che vaga per il castello allo scoccare della mezzanotte, quando non c’è nessuno. Che sia lei che si aggira in cerca del figlio?

 

ilary

 

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