Il Fosso del Diavolo

 

 

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Questa leggenda, risalente all’incirca a 500 anni fa, ha teatro nella cittadina di Sasso Marconi, nella provincia bolognese. La cittadina ai quei tempi era più che altro una distesa di campi che costituivano il territorio dei feudatari medievali, all’interno dei quali lavoravano i servi della gleba. A decorare i campi vi era qualche umile capanna dai tetti di paglia dove dimoravano questi ultimi e gli altri abitanti. Nelle vicinanze di queste, si ergeva poi un castello che diveniva spesso rifugio per i paesani, specialmente nei giorni di scorribande di feudatari e predoni. Insomma, un territorio non certo rilassato e piacevole, dove la paura e la tensione serpeggiava ogni giorno. E dire che, qualche tempo prima, lo stesso territorio montuoso di Sasso era stato teatro di violente lotte civili che avevano coperto di sangue quei campi, e nel periodo in cui ha teatro questa leggenda, stava piano piano tornando un poco di serenità nella vita della popolazione. Non per molto però, poiché cominciarono infatti a giungere in paese strane ed inquietanti voci… un essere immenso, dall’aspetto a dir poco terribile e orrendo, subito battezzato come demone, era stato avvistato aggirarsi nei villaggi vicini, approfittando dell’oscurità della notte per rapire anime dannate e seminare tormento e terrore. Gli abitanti di Sasso non reagirono bene a questa storia, data la cultura dell’epoca, e non poterono che rispondere facendo un lesto segno della croce. Le settimane proseguirono il loro corso, fin quando una sera, all’improvviso, comparvero in cielo delle grosse nuvole scurissime, accompagnate e sospinte da un vento gelido che le fece ammassare l’un l’altra, ammantando di nero il Sole che si accingeva a tramontare, e il cielo intero. Fulmini e boati scuotevano la terra, mentre i poveri abitanti terrorizzati si rintanavano nelle proprie case, serrando le porte e pregando. I racconti giunti alle loro orecchie settimane prima non furono affatto dimenticati, e ora prendevano sempre più corpo nelle loro menti, soprattutto perché qualcuno vide un enorme demone che  si aggirava in quello stesso momento attorno al castello del paese, intento invano a trovare un pertugio da cui penetrare nelle mura. Allora l’essere infernale si arrampicò su una rupe lì vicina, allora chiamata Sasso di Glossina, pronto a spiccare il balzo che l’avrebbe condotto all’interno del castello. Ma proprio quando questo stava per catapultarsi, gli abitanti videro dal cielo comparire la figura della Madonna, che con un braccio colpì il demone, il quale cadde a terra con fragore. Gli abitanti, piano e con circospezione, si avvicinarono al luogo della caduta, e con meraviglia trovarono un’enorme impronta della creatura, e una spaccatura nel terreno nella quale scorreva acqua torbida e fangosa. Da allora, in ricordo di quell’incredibile notte, quella fenditura nel terreno prese il nome di Fosso del Diavolo. 

 

Riccardob

 

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