La scrittura fa parte di me

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La scrittura, fin da quando ero un bambino, ha sempre fatto parte di me, era ed è più di un hobby, talvolta è uno sfogo, talvolta un passatempo. Di solito è un bisogno. Scrivere permette al mio io di esprimersi, alla mia fantasia di emergere e di prendere forma, trova uno spazio per la parte più emotiva di me stesso e così facendo essa non rimane repressa.

Non sarà semplice spiegare cosa provo quando sono davanti al mio pc e vedo nascere le lettere e poi le righe e quindi le pagine di un nuovo libro, fino a vederlo poi “vivo” accanto a me ma proverò a spiegarmi come meglio posso, perciò ti chiedo di ascoltare il sentimento che accompagna questo scritto.

Quando scrivo a volte mi chiedo da dove giungano le parole, le idee e la fantasia con cui delineo i miei racconti fantasy, i personaggi e le vicende. Iniziare a scrivere non è facile, ti fai sempre molte domande e il più delle volte ti fermi in partenza, così spesso la cosa migliore da fare è non pensarci troppo e affidarsi a Dio, buttarsi e vedere cosa ne esce fuori.

La vita di uno scrittore è un cercare sempre quell’ispirazione che non sai bene se provenga da una parte superiore di te o sia parte del disegno del Creato che Dio ha in mente ma sai che si realizzerà in un libro, che sarà denso di emozioni e di insegnamenti. Alcune vicende devono saper divertire fino a far ridere di gusto il lettore, altre devono saper commuovere, altre devono insegnare e altre ancora sognare ad occhi aperti. E non è affatto facile regalare emozioni così reali quando il tuo unico strumento è la parola. In un film puoi vedere i personaggi, ci sono musiche, luci e ambientazioni ma nel romanzo non c’è nulla di tutto questo. Le parole devono essere utilizzate con cura per ricreare ogni sensazione, per descrivere ogni azione con cura. Non puoi raccontare troppo o il lettore si annoierà perciò dovrai dosare azione e descrizione e scrivere sempre con sentimento.

Non è affatto facile far piangere un lettore attraverso le parole, non credi? Ci deve essere dietro un grande sentimento e un utilizzo appropriato delle parole. Far ridere già è più semplice, basta utilizzare ogni tanto qualche battuta!

Perché allora le persone non preferiscono i film? Perché c’è ancora qualcuno che preferisce un libro?

Perché il libro ha un potere in più. Lo scrittore può farti sognare, può farti vedere il mondo coi suoi stessi occhi, ti porta via dalla tua realtà per portarti dentro di sé e farti provare le emozioni che prova lui quando vede e descrive le sue vicende. Può farti vedere il suo cuore e quello dei suoi personaggi. Non potrai giudicare il personaggio perché non vedrai il suo viso, non ti starà simpatico o antipatico a pelle, il tuo personaggio potrebbe essere chiunque, anche una persona che nel mondo reale non ci parleresti mai. Gli occhi pongono a giudizio ma la scrittura può superare questo scalino, può mostrarti direttamente il cuore del personaggio, farti sentire cosa prova in quel momento e tu vedrai direttamente i suoi pensieri, vedrai come cresce, come cambia in relazione alla vita che sta vivendo, lo vedrai ridere, lo vedrai amare, lo vedrai piangere e disperare. E tu sarai sempre lì, con lui, e più proverà emozioni, più lo sentirai vicino a te, ne proverai pietà, compassione, affetto e felicità. Non ci saranno più veli tra voi, sarete intimi e così scoprirai che tu puoi essere di più di una semplice persona perché farai esperienza anche con gli occhi degli altri, come fossero tuoi.

Ogni personaggio a volte indosserà una parte del tuo carattere e tu scoprirai di poterti identificare in uno di loro e ne osserverai il modo di pensare, in terza persona, e questo è molto interessante anche per giudicare te stesso, senza essere troppo severo o troppo indulgente.

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Quando scrivo, cerco le parole più adatte per descrivere ogni cosa: come ama un personaggio, quali emozioni sente, come vede il mondo coi suoi occhi. Voglio prendere per mano il lettore e portarlo dentro i miei personaggi per far provare loro le stesse emozioni, voglio farli camminare nei mondi della mia fantasia, voglio farli entrare dentro il mio cuore, voglio trasmettergli insegnamenti, voglio farli divertire, incuriosire.

Le pagine non sono solo pezzi di carta e inchiostro, sono come corde del violino, sono impresse di sentimento e di ispirazione.

I personaggi devono diventare un esempio per chi legge, un modello di vita, devono insegnare come rialzarsi dopo essere caduti, come reagire, come essere intraprendenti.

Il mio primo romanzo è nato nella mia mente quando avevo 14 anni. Allora non sapevo scrivere (non che ora lo sappia fare bene, più ti cimenti in una cosa e più scopri di essere carente) perciò lasciai perdere.

Nel frattempo iniziai a leggere montagne di libri, riempiendo ogni angolo della mia stanza, per poter scrivere devi leggere moltissimo, devi essere attento nel presente, devi essere ricettivo, devi conoscere persone e lasciare che esse ti aprano il loro cuore. Devi conoscere il mondo!

L’anno seguente, a quindici anni, lo scrissi. Nell’ora di autobus per andare da casa e scuola e nell’ora di ritorno la mia mente lavorava tantissimo e lentamente non solo era già nata una storia ma ne stavano nascendo tante altre, come funghi, e io non potevo assolutamente buttarle via. Così iniziai a scrivere. Tempo due mesi e il libro era fra le mie mani, contava appena sessanta pagine, era ancora molto prematuro ma per me era già un grandissimo risultato!

Con esso partecipai ad un concorso dove mi dissero che era un ottimo racconto e che l’avrebbero pubblicato ma mi chiedevano dei soldi. Mi offesi tantissimo, il mio non era un racconto!

Compresi che non era ancora pronto e perciò cominciai a rivederlo di nuovo, ad aggiungere particolari, e il suo volume aumentava sempre più, finché divenne qualcosa di quasi completamente diverso.

Nel frattempo la mia mente lavorava e nacque un seguito e poi un altro e poi un altro ancora. Poi scrissi un’altra storia che divenne una trilogia, poi ancora scrissi un altro libro e nel frattempo che scrivevo mi segnavo tutti i dettagli di tantissimi altri libri che avevo in mente e che a poco a poco avrei scritto.

Oggi, a ventidue anni, il mio pc conta otto romanzi, uno quasi terminato, e sette ancora da scrivere.

Prima di conoscere Accademia di Coscienza Dimensionale ritenevo che questi primi otto libri fossero conclusi, ora mi rendo conto però che manca un forte tassello fondamentale della mia vita, che in essi non ho inserito: la spiritualità.

Ora ho un obiettivo nuovo: vorrei che i miei libri, oltre a tutto quello che ho descritto prima, incuriosiscano il lettore al paranormale e alla spiritualità, vorrei che i lettori riflettano su questi temi e magari un giorno diventeranno studenti di ACD, perché no.

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Perciò ora sto rivoluzionando i miei scritti, affinché formino un percorso di crescita di consapevolezza. Tra i lettori ci sono molti giovani influenzabili e malleabili, come ero io, che cercano risposte alle loro domande. Io vorrei scrivere anche per loro, perché la curiosità li faccia riflettere e informare sulla spiritualità. Nelle librerie c’è molto letame, qualcosa va cambiato.

Scrivere mi ha permesso di ottenere anche molti altri risultati. Tante volte rimanevo stupito della facilità con cui descrivevo ambienti e stili di vita, per poi scoprire che erano ricordi emersi dal limbo delle mie vite passate, un po’ modellati dalla mia fantasia, certo, ma erano comunque dei ricordi!

Ho scoperto così che molte delle cose che credevo di aver inventato le avevo “semplicemente” ricordate.

Tutto questo è solo la punta dell’iceberg in realtà, perché la cosa più bella che si prova quando si scrive è la comunione che si instaura con Dio, dove tu scrivi e lui ti ispira e ti guida, tu diventi un suo strumento di espressione e perciò ti senti pervaso da lui, senti come ti ama, senti la sua pace profonda.

Scrivere non sempre è semplice ma quando vedi finalmente il tuo libro, scritto con le tue parole nel tuo tempo libero… è come se ti nascesse un figlio. L’hai incubato nella tua mente per mesi e forse anni, ti ci è voluto tempo per scriverlo, hai dovuto rinunciare ad uscire con gli amici, hai dormito sul divano, hai sacrificato ore di sonno, hai sfruttato tutto il tuo tempo libero. Ma ne è valsa la pena perché non hai riempito quel tempo, lo hai investito, esattamente come si fa con i soldi. E il risultato che ne avrai alla fine sarà una soddisfazione enorme, perché avrai raggiunto un traguardo importante.

Ogni volta che si realizza un progetto che ci si era messi in mente si prova una soddisfazione enorme e quando ti guardi indietro vedi che qualcosa nella tua vita l’hai realizzato, non stai solo vivendo per lavorare, dormire e mangiare, ma stai creando qualcosa che prima non c’era!

Io non so se riuscirò mai a pubblicare un mio libro o se avrà successo, io scrivo per me stesso, per la mia soddisfazione. Il resto non ha nessunissima importanza, anche il solo vederlo nella mia libreria personale mi riempie il cuore di gioia.

Quindi se avete passioni di qualunque tipo, realizzatele! E non pensateci troppo, fatele e basta. E non rimandate! L’ispirazione è come una scintilla, non è eterna, va nutrita con costanza.

 

Davide D.

 

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4 Commenti

  1. Davvero bellissimo quello che hai scritto, anche io scrivo e mi rispecchio molto in quello che hai scritto. Un giorno mi piacerebbe leggere i tuoi libri, dovresti tirarli fuori e farli leggere a tutti perché alla fine è questo lo scopo di un libro, quello di essere letto 😀

  2. é molto bello il tuo racconto, sei una persona davvero determinata, grazie per averci raccontato una parte così importante della tua vita! Anche a me piacerebbe leggere i tuoi racconti!

  3. Meraviglioso leggere la descrizione di un libro dal punto di vista di chi dona un pezzettino di sé per crearlo… La tua è una vera passione, riesci davvero a trasmetterla con le parole! Ammiro anche la tua ambizione di voler creare personaggi con un cuore, una crescita e qualcosa da dire, è qualcosa che cerco sempre ma non in tutti i libri si trova. Mi piacerebbe tantissimo leggere qualcosa di tuo, continua così!

  4. Wow, mi è piaciuto moltissimo come ci hai esposto il “dietro le quinte” della scrittura di un libro. Mentre lo leggevo pensavo di ascoltare le parole di uno scrittore adulto famosissimo, una prova in più del tuo talento! Sto leggendo i capitoli del tuo racconto pubblicato sul sito di Arte della Scrittura ed è fantastico, non vedo l’ora di continuarlo!!! Consiglio a tutti di farlo, si chiama “Cronache di Mirko”, ti prende fin dall’inizio 😀

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