Crescere in una famiglia negativa trovando comunque la forza di superare le avversità

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Raccontare l’esperienza di vita con i propri genitori può far capire il carattere di una persona adulta. Essendo le prime persone con cui un neonato ha contatto è molto importante stabilire un buon rapporto con loro. Ma, purtroppo, non tutti ce l hanno questa fortuna! Avere un ottimo rapporto e altrettanta considerazione di loro, fa si che ne esca un adulto sicuro di se e che, a sua volta, trasmetta ai propri figli gli stessi valori. Infatti le due cose vanno a braccetto fra loro. Per raccontare la propria vita con i figli, bisognerebbe capire come si è vissuti con i propri genitori. Ed io cercherò di collegare le due cose. Perché ci tengo a farlo? Perché l’esperienza orribile che ho vissuto con i miei genitori, mi ha portato a fare tutto il contrario con i miei figli per fare in modo di non creargli tutti i traumi che ho vissuto io e rendergli la vita un po’ più serena della mia.

Devo dire che, con tante battaglie e sacrifici, ci sto riuscendo alla grande. Tutto da sola! E di questo ne sono immensamente orgogliosa. Con mio padre non ho avuto un buon rapporto, anzi, tutto il contrario. È stato un uomo sempre a contatto con la delinquenza, con le droghe, con i penitenziari, è sempre stato violento con me e mia madre. Non ha mai lavorato e ha sfruttato mia madre per una vita intera. L’ho odiato fin da subito. Non ho mai conosciuto un bacio o una carezza di mio padre, ma solo botte di quelle che non ti fanno muovere per giorni interi, talmente erano i dolori e i lividi. Per non parlare dei pugni in testa che avevo all’improvviso, perché mi guardava e mi odiava in quanto non ero nato maschio. Potrei stare ore intere a raccontare tutte le cose brutte di mio padre. Per non parlare di quando si drogava e lo faceva davanti a me, solo o con i suoi amici, mentre mia madre lavorava ed io ero a casa con lui. Ci sono tante scene brutte che, tuttora, mi vengono in mente e le vivo come se fossero successe oggi, anche se ci sto lavorando su questo con il distacco e devo dire che ci sto riuscendo. Mia madre una povera martire che, pur rimanendo stata sempre vicino a mio padre, sempre impegnata a toglierlo dai guai, ha sempre provveduto ai bisogni miei e di mio fratello più piccolo. Solo che io ero la sua valvola di sfogo e prendevo botte pure da lei. Non conoscevo nemmeno l’affetto di mia madre, troppo impegnata con mio padre. Insomma, lasciata sola a me stessa. Ho sempre maturato l’idea di voler scappare da quella casa perché io non ero come loro. Volevo una vita diversa. Ho usato il modo più difficile: rimanere incinta a 19 anni per poter uscire di casa. Fino ad allora non uscivo e, trovato il fidanzato, non avevo più ritirata. A voi l’immaginazione di quello che è potuto succedere dopo. Non era quello che volevo. Tabù su tutti  i discorsi a casa. Ero ignorante sul sesso, vista come una cosa sporca, sugli approcci con gli altri. Ho imparato tutto a mie spese. Mio padre voleva farmi lavorare con mia madre per sfruttare anche me, io mi sono iscritta a scuola di nascosto per poter studiare, farmi una vita e scappare da quel manicomio. Ho avuto tante brutte esperienze, ma ne sono uscita sempre vittoriosa. Quando mi succedeva una cosa bella mia madre era lì pronta a rovinare il mio momento felice. Era ed è tuttora invidiosa quando sto bene. È una persona repressa e cerca di sfogare sempre su di me i suoi rancori. La vergogna e l’umiliazione che mi hanno fatto provare fin da piccolissima non potrò mai perdonargliela, i dolori e le botte, i traumi che mi hanno creato, rendendomi la vita piena di ansie, paure, errori fino al punto di tentare di togliermi la vita. Alcune droghe, psicofarmaci, di tutto di più, pur di scomparire. Sono scappata da tutti, sola, con i miei figli a cui ho promesso di non fargli vivere mai la vita che ho vissuto io, cercando di dargli amore, tutto quello che non ho mai ricevuto e che mi hanno fatto cadere tra le braccia del primo arrivato che, apparentemente, vuole offrirti tutto l’amore che ti è mancato nella vita e che poi si rivela un altro essere spregevole.

 

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Da ciò è nato il mio disprezzo verso gli uomini, il non aver bisogno di loro, di poter fare tutto da sola. Già ero un tipo che non chiedeva mai aiuto a nessuno, adesso ancor di più. I miei figli mi sono stati vicino sempre, da loro riesco a ricevere l’amore più puro che una persona possa volere. Quando vedo ciò che stanno creando, ho la sensazione di vivere su me stessa tutti i progressi che stanno facendo. Sì, è più una sorta di riscatto. Vedo fare a loro tutto ciò che avrei voluto fare io e non ho potuto. Sono cresciuta forte, combattente e fonte inesauribile di energia, ma con tanto dolore dentro, tanta sofferenza, tanto rancore. Odio no, perché ho capito dopo tanti anni che anche loro non stavano bene e non erano pronti per una famiglia da portare avanti. Mia madre aveva 19 anni quando sono nata, mio padre 20 e l’ignoranza in quel periodo dilagava ancora più di oggi. Mio padre a sua volta ha avuto un cattivo rapporto con i suoi genitori e mia madre non ha mai conosciuto il padre. Per questo li capisco. Anche perché, se non avessi avuto queste brutte esperienze, che sono solo una minima parte di ciò che ho vissuto, non sarei diventata la donna combattiva che sono oggi, solo che mi domando: perché io ne ho fatto tesoro e cerco di non comportarmi con i miei figli come ho ricevuto io, mentre devo giustificare loro, che pur non avendo avuto una vita facile, non hanno capito un tubo e si sono comportati male con me? Risultato? Io con i miei non parlo più. Sento una forte negatività quando sto con loro. Non riesco ad avere approccio. Mio padre vorrebbe fare un discorso per rompere il ghiaccio, ma io, conoscendolo, so che tutto ha un doppio fine. Conosco, ormai, ogni sua mossa astuta. Non fa mai niente per niente. Ha sempre colto l’occasione per poter imbrogliare il prossimo. L’ha fatto con me che sono la figlia! Non gli do nemmeno l’agio di poter approcciare con me. Ormai il disprezzo che provo per lui è inesauribile. Mia madre è sempre più ostile nei miei confronti, perciò la decisione di allontanarci da loro. La vita è stata ostile nei miei confronti e so che non è ancora finita, però ho imparato anche tantissimo da questa esperienza e, pur se sono consapevole di non avere l intenzione di sistemare le cose con i miei perché siamo diversi, so soltanto che amerò i miei figli più di ogni altra cosa al mondo, cercherò di esserci sempre in caso di bisogno e di lasciarli liberi di vivere la loro vita, anche sbagliando, l’importante  è che si sentano sempre liberi e amati. Vivere determinate esperienze può essere a volte negativo a volte positivo. È negativo perché possono farti demoralizzare rendendoti più debole di quanto non lo si stia già facendo in modo di essere risucchiati dalla negatività, arrivando anche fino alla morte. Può, invece, essere positivo, se da queste brutte esperienze, scatta un meccanismo di difesa e forza di volontà che ti porta a pensare positivo in una situazione negativa, facendoti stravolgere il percorso degli eventi, definitivamente! Questo è ciò che è accaduto a me dopo aver vissuto la fase negativa e niente e nessuno potrà mai farmi tornare indietro. Adesso si va avanti a tutto gas!

 

Francesca R.

 

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4 Commenti

  1. Bellissimo articolo, davvero commuovente! Arriva dritto al cuore. Sei una donna molto forte, aver superato tutte queste difficoltà e averne tratto insegnamento è una cosa degna di merito! Ti faccio i miei più sinceri complimenti e ti mando un forte abbraccio

  2. Con le tue parole riesci a esprimere emozioni molto forti, soprattutto la voglia di andare avanti, ribellarsi al passato subìto per dare il futuro migliore ai tuoi figli. Leggerti mi ha davvero commossa, grazie per aver condiviso quest’esperienza… sperando che le tue parole possano essere di conforto o di esempio per molti altri. Grazie!

  3. Davvero bello il tuo articolo, so cosa significa crescere in una famiglia poco stabile, non è per niente facile e si deve trovare per forza la voglia di stare in piedi. Tu ce l’hai fatta e sei stata una persona davvero forte! Grazie per averci raccontato la tua storia.

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