Modellista di abbigliamento

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Il modellista di abbigliamento è un vero e proprio architetto del vestito. Lo stilista fa il disegno del figurino, cioè la classica bambolina vestita della sua fantasia, il modellista progetta il modo per realizzare questa fantasia. Innanzitutto creando il cartamodello, ovvero il modello in carta, dando la forma giusta ai pezzi che comporranno l’abito, studiandoli al millimetro, costruendoli quindi con riga, squadretta ed eventuali curvilinee qualora non sappia disegnare a mano libera i lati appunto curvi. Questi pezzi verranno “spillati” sul tessuto rispettando il drittofilo segnalato su ogni pezzo, ed essendo già previsti con la cucitura compresa, il tagliatore non dovrà fare altro che seguire la sua forma.

Oltre al cartamodello, il modellista deve anche prevedere appunto le entità di cucitura (da 1 centimetro ad esempio) e saper indicare alla sarta che lo cucirà come comporre i pezzi. Spesso il modellista stabilisce anche eventuali impunture (quelle cucitura a vista, a volte in colore contrasto) qualora servano alla funzionalità del capo, ad esempio se esiste una zip nascosta, od una tasca particolare che richiedono obbligatoriamente una cucitura a vista.

 

In genere un bravo modellista sa pure cucire, per esigenza di prove e provine che si ritroverà a dover fare prima di “azzeccare” la linea giusta richiesta dal figurino dello stilista, ma anche per studiare la giusta rifinitura nelle richieste più particolari dei disegni stilistici.

 

Tutti i modellisti che ho conosciuto che non sapevano cucire, avevano prima o poi difficoltà a capire come progettare alcuni particolari come una tasca od un allacciatura, erano quindi più soggetti all’errore e comunque costretti sempre a chiedere consigli alle sarte. Si tratta quindi un lavoro molto creativo che richiede una grande elasticità mentale e tanta pazienza e studio. Per diventare modellista di abbigliamento esistono corsi a pagamento in scuole private come la famosa “Secoli” o la “Callegari”, corsi che durano in media un anno e mezzo e costano intorno ai 3500 euro. Ma ovviamente non basta, ci vuole tanta pratica e passione ma anche un po’ di esperienza di taglio e cucito.

 

Nelle aziende di abbigliamento è una figura molto richiesta, direi fondamentale e posso dire che a parte all’inizio della mia carriera come modellista (dove se non hai esperienza è difficile farsi assumere, proprio come per qualsiasi altro lavoro) non ho mai trovato problemi a lavorare. Certo, spesso per fare esperienza devi essere disposto a spostarti di città in città, soprattutto all’inizio, ma se lo fai e fai quindi tanta esperienza in grandi aziende, acquisendo tecnica e logistica aziendale, allora riesci a guadagnare bene, intorno ai 2000/2500 euro, dopo soli 5/6 anni di esperienza e puoi arrivare a guadagnare fino a 5000 euro al mese se riesci a diventare responsabile di ufficio in un azienda di grandi firme.

Se invece non hai voglia o possibilità di spostarti dovrai accontentarti di uno stipendio che può andare dai 1200 ai 1600 euro a tempo indefinito, a meno che non sia fortunato a trovare l’azienda seria e generosa vicino casa.

 

È un lavoro che ti dà molte responsabilità, perché dal modellista dipende la “vestibilità” e quindi il successo sul mercato di un abito, perché l’idea dello stilista può essere buona, ma se non è realizzata nel modo giusto, non vende. Se una giacca appesa è carina ma quando la metti addosso ti tira nelle maniche, anche se è carina non l’acquisti.

Idem vale per lo studio delle cuciture, se le indicazioni per cucire sono errate e quindi la sarta cuce male il vestito, è sempre colpa del modellista. E se il tessuto è costoso ed il modellista sbaglia a calcolare il numero dei pezzi da tagliare? Anche questa è responsabilità del modellista. Mi è capitato spesso di svegliarmi durante la notte di soprassalto perché mi tornava in mente un dettaglio che avevo dimenticato, sperando di poter rimediare la mattina seguente!

 

Con l’avvento del computer anche in ambito modellistico il lavoro si è ancor di più complicato.

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Oggi esistono vari programmi per la progettazione modellistica: Gerber, Lectra, Investronica ed altri che ho sentito nominare negli ultimi tempi, e la maggior parte delle aziende ormai li utilizzano. Quindi per alcuni versi il lavoro si è sveltito (vuoi mettere fare tutte le fodere e le taschine a mano?) ma per altri si è molto complicato. Burocrazia immensa per gestire i dati, schede tecniche da compilare, molti più margini di errore soprattutto se si ha difficoltà di approccio verso l’informatica. Però continua a rimanere un lavoro affascinante e creativo, un lavoro in cui non si smette mai di imparare e di studiare nuove soluzioni per rifinire i tessuti sempre più tecnologici che escono sul mercato. Peccato l’ambiente nelle grandi aziende, dove la frivolezza e l’immagine la fanno da padroni, dove la maggior parte dei dipendenti si calano completamente nella parte finendo per spendere metà stipendio per questi abiti e fanno delle vere e proprie sfilate di moda per venire a lavorare. Molto più bello e creativo invece l’ambiente delle piccole aziende, dove il caos regna sovrano, ma ci si sente davvero indispensabili e si ha spesso carta bianca per inventare e crescere.

 

Daniela M.

 

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