Introduzione alla Medicina Naturale (2 parte): il percorso di un’infermiera alla scoperta di cure alternative

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Nel mio primo articolo sulla medicina naturale ho affrontato l’argomento introducendo il concetto di etnomedicina e antropologia medica. So che sembrano paroloni, ma sono nozioni importanti in un mondo sempre più multietnico, perché comprendere l’“altro”, quello “diverso” da noi, diventa un nostro percorso interiore fondamentale. Però, premesso questo, volevo fare con voi un salto indietro nel tempo a quando, prima di essere “dottore” in storia ed antropologia, ero una giovanissima, ingenua, appassionata infermierina di corsia. Cosa mi spinse allora ad avvicinarmi alla medicina naturale? Cosa mi faceva soffrire vedendo tutte quelle persone perse nel loro dolore? Perché sentivo che tutte quelle sostanze chimiche iniettate senza limiti nel corpo di individui sofferenti non erano sicuramente l’unica strada per affrontare la malattia?

A quel tempo preparavamo alla notte i chemioterapici. Dovevamo proteggerci occhi, viso e mani; bastava una goccia di quell’intruglio per bruciarci la pelle. E all’indomani li avrebbero iniettati nelle vene dei malati oncologici!

Sono domande difficili, parlano non solo di un dolore senza fine, di speranze spesso deluse, di famiglie separate per sempre da una morte spesso troppo precoce, ma anche di un’arroganza senza confini basata sulla inequivocabile certezza che solo la medicina occidentale è “scientifica” ed “esatta”, come si pensava che fossero la matematica o la fisica, prima della scoperta dei “quanti” e di altre cosette di cui magari poi parleremo.

Questi scienziati che sperimentano torturando gli animali cercando improbabili connessioni con l’essere umano non hanno così tanta ragione. Ma non mi perderò a dimostrarlo, anche se potrei in larga misura riuscire a farlo.

Voglio perdermi con voi invece, miei amati compagni di viaggio, nella vita delle persone come noi, dei bambini, dei genitori, dei nonni che non hanno potuto tentare altre strade per sopravvivere.

Provate ad immaginare una diciassettenne di tanti anni fa, quando avere 17 anni significava essere ancora bambini, mandata in una corsia di ospedale di quelle vecchio stile, con tutti i letti affiancati in uno stanzone lunghissimo, freddo e illuminato con luci accecanti, oppure a fare la ferrista in sala operatoria di neurochirurgia, dove aprire un cervello era all’ordine del giorno, o a veder segar gambe con una sega che poteva essere usata anche per far legna in un bosco. All’orrore che una ragazzina può aver provato vedendo tanto dolore. Non è più proprio così negli ospedali, ma non illudetevi che sia tanto meglio. Oggi ci sono altre strategie per tenerci sotto controllo, per curarci e non curarci a sufficienza tanto da essere sempre un po’ malati. Bene, quella ragazza vedeva curare tutti i tipi di malattie e vedeva le conseguenze delle medicine. La chemioterapia in quel periodo aveva effetti tremendi. Le persone si contorcevano di dolore, i capelli restavano a chiazze sui cuscini. Le parrucche naturali, le protesi al seno, erano ancora un sogno allora. Ma non crediate, ripeto, che oggi la chemioterapia abbia fatto chissà quali passi avanti. Ci sono cose che non tutti immaginano ma sono strategie economiche che portano ad un’inevitabile selezione e alla sopravvivenza dei più adatti, o meglio, dei più utili.

Intanto, anche se lentamente, si affacciava nel mondo, specie negli altri Paesi, la consapevolezza di poter trovare altre strade per curare le persone. Strade non così invasive ed aggressive, strade a “misura d’uomo”. In Italia restammo e restiamo indietro; gli unici medici che si sono azzardati a mettere in discussione il potere sanitario sono stati in qualche modo eliminati. La medicina naturale fa paura alle multinazionali, mette nella testa delle persone che non sono pezzi di organi sparsi e riuniti insieme alle meglio da curare singolarmente, magari facendo ammalare un altro organo per cui c’è un’altra cura che però fa male ancora ad un altro. Mette nella testa che si può guarire da malattie che loro definiscono incurabili. Fa pensare che la morte è solo una possibilità e non una certezza.

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La medicina naturale ti riunisce a te stesso ed al mondo circostante, alla vita, alla natura in tutti i suoi aspetti. La medicina naturale è una mamma che cura i suoi piccoli finché non siano guariti e vedano la Sua meraviglia. Al Potere questo non piace.

Ero giovane ma già pensavo così, unica tra migliaia di persone che a quel tempo mi ostacolavano in modo drammatico. Così mi misi a studiare. Nel frattempo arrivò internet, e potei cercare in tutto il mondo notizie più precise. Studiai l’erboristeria, l’omeopatia, la vitamino-terapia, gli oli essenziali, gli oligoelementi, i macerati, le tinture madri. Nello stesso tempo ovviamente avevo bisogno di fare esperimenti per vedere se davvero le cose funzionavano. Così divenni cavia di me stessa. Forse non mi fece benissimo perché trascorsi anni a curarmi anche con sostanze che non potevano andare bene per un certo disturbo: ricordo sempre l’olio essenziale di cipolla, non so per quanti giorni somigliai a una soupe à l’oignon! Ma non c’erano scuole, non c’erano erboristi né omeopati che potessero lavorare alla luce del sole. In corsia vedevo prescrivere dosi di antibiotici da cammelli. Mi domandavo: ma se antibiotico significa anti-bios cioè “contro la vita”, siamo sicuri che la vita cui va contro questa medicina sia solo la vita dei batteri? E se facesse male anche ad altro? Oggi, come tutti sappiamo, gli antibiotici hanno perso quasi interamente la loro efficacia, i batteri si trasformano, diventano resistenti: noi no. Avevo ragione quindi. Allevai le mie due figlie senza medicine e senza antibiotici. Solo in casi eccezionali, perché la medicina ufficiale ha i suoi grandi vantaggi nelle urgenze, vantaggi che forse altre medicine non hanno. Ecco perché personalmente sono per la medicina integrata: tutto serve ma va usato nel rispetto della Vita. Vidi troppa gente morire invano. Un giorno vidi una signora nemmeno troppo anziana morire in brevissimo tempo per una carenza di potassio non riconosciuta. Con tutti gli studi che avevo fatto capii subito come mai stesse così male. Ma chi mai avrebbe dato retta ad un’infermierina sottomessa a quei dottoroni sapienti e gongolanti? A volte osai, ma ebbi di rimando solo occhiatacce del tipo “stai al tuo posto piccola insignificante impertinente”. Ma non sono tutti così i medici, tranquilli, ce ne sono alcuni simpaticissimi!

Troppo spesso patii la mia inferiorità sociale. Chi dice che chi non è laureato è un ignorante? Magari sa più di un altro in certi campi! Così in seguito decisi di diventare dottore pure io, ma non in medicina. Avrei dovuto cedere a troppi compromessi, avrei dovuto imparare cose a cui non credo affatto. Feci un immenso percorso di studi. Madre single, con due figlie piccole. Un giorno scriverò delle mie fatiche, ma mi laureai e ora mi laureo di nuovo.

Con gli antibiotici salvai mia figlia dal tifo. Mi accorsi immediatamente di ciò che aveva e le salvai la vita prima ancora che potesse essere ricoverata. Purtroppo molti anni fa si portavano a casa dalle corsie ospedaliere delle malattie tremende. Morirono molti bambini quell’anno. Come vedete, tutto è utile, basta essere accorti nel farne uso.

Ovviamente cercai di informare le persone ricoverate, di far loro aprire gli occhi sulle reali possibilità di usare cure differenti, non smisi mai di cercare di essere utile, di dare speranza. Anche per gli animali vale la stessa cosa. Tempo fa il mio adorato cane si ammalò di una malattia “incurabile”, i valori ematici dicevano che avrebbe dovuto già essere morto: “incompatibili con la vita”, mi disse il veterinario. Non mi arresi, le mie bambine erano disperate, dovevo fare qualcosa. Misi tutte le mie conoscenze mediche all’opera, ma non solo: restai con il mio cane ore provando a curarlo con una tecnica di pranoterapia, che già conoscevo, al suo corpo ormai in coma e quasi senza vita.  Dopo ore il mio cane si alzò all’improvviso. Guarì, mentre i veterinari gridarono al miracolo che non capirono mai. Visse ancora molti anni. Perché la medicina naturale non è solo materia, ma anche tecnica di guarigione, energia!

Ma le persone non mi credevano, ancora oggi è così in ASL. Qualche spiraglio si è aperto. Dove lavoro io ci sono medici all’avanguardia.

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Ci sono medici di famiglia che usano le erbe e l’omeopatia, ci sono farmacie rifornite di ogni cosa a dispetto di leggi che hanno concesso solo alle multinazionali concentrazioni efficaci di vitamine, determinando un crollo degli integratori naturali.

Ma ancora oggi, vi assicuro, le persone non credono. Le persone vengono subdolamente convinte, di essere un’accozzaglia di pezzi di ricambio. Sono sempre più demotivate, più depresse. Ogni giorno vedo il pellegrinaggio agli ambulatori di salute mentale, vedo disagiati e disperati, vedo persone che davanti al CUP in attesa dell’ennesima prenotazione che parlano solo di quante malattie hanno avuto. E chi più ne ha, vince. Le mie fatiche di molti anni sembra abbiano portato risultati scarsi ma io non credo che sia così; forse la mia era solo una voce persa nel vento, ma oggi è una voce tra altre voci in un progetto comune. Questo nuovo sito può diventare una banca dati importantissima. Una banca dati di persone libere, non aggiogate come automi ad un sistema sempre più autoritario e condizionante. Io ho l’esperienza di una vita di battaglie e di studi, ogni mio sapere è a vostra disposizione e leggerò ogni vostro sapere. Cresceremo fino a diventare un’onda inarrestabile. Vi abbraccio,

 

Yousei

 

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1 Commento

  1. Grazie Yousei,la tua testimonianza è preziosa.Sono convinta che il potere della mente e dell’amore è 10.000 volte più efficace di qualsiasi medicina sintetica. Spero tanto che sempre più persone raggiungano la consapevolezza che l’industria farmaceutica vuole soprattutto altri clienti e che riescano a capire quando un antibiotico è davvero necessario oppure no.Intanto grazie.

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